Inaugurato nel 1969, sempre all’avanguardia nelle tecnologie audio e di proiezione, dal 70mm al Dolby Stereo, oggi è dotato di impianto di proiezione digitale e 3D, con audio Dolby 7.1.
Dispone di 560 comode poltrone, impianto di climatizzazione e ampio parcheggio di fronte all’ingresso.
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In programmazione
da oggi nuovamente BOHEMIAN RHAPSODY: in programmazione da giovedi 13 a lunedi 17 dicembre

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BROOKLYN

#1 AL BOX OFFICE!

12.12.2018 in soli 14 giorni BOHEMIAN RHAPSODY è diventato il film con il maggior incasso stagionale in Italia! Ha appassionato ed emozionato quasi 2 milioni di italiani.

LA PROGRAMMAZIONE PROSEGUE AL MARGHERITA PER LA TERZA SETTIMANA ! DA GIOVEDI 13 A LUNEDI 17 DICEMBRE

  • BOHEMIAN RHAPSODY - ORARI

  • giovedi 13/12: ore 21:30

  • venerdi 14/12: ore 21:30

  • sabato 15/12: ore 18:30 - 21:30

  • domenica 16/12: ore 15:00-17:30-21:30

  • lunedi 17/12: ore 21:30

  • *Queen: Bohemian Rhapsody - String quartet tribute by Gli Archimisti. In abbinamento ad alcuni spettacoli, proiezione del tributo ai QUEEN de "Gli Archimisti" girato nel Teatro Comunale Pinelli di Cuorgné.

    • GENERE: biografico, drammarico, musicale
    • DATA USCITA IN ITALIA: 29 novembre 2018 
    • REGIA
    • ATTORI
    • PAESEGran BretagnaUSA
    • DURATA: 134 Min
    • DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
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    • TRAMA DI BOHEMIAN RHAPSODY:

      Bohemian Rhapsody, il film diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher, è una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury (Rami Malek), che sfidò gli stereotipi e infranse le convenzioni, diventando uno degli artisti più amati al mondo.
      Il film ricostruisce la meteorica ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante reunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, afflitto da una gravissima malattia, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock.
      Facendo questo, il film cementa l'eredità di una band che è sempre stata più di una famiglia e che continua ancora oggi a ispirare gli outsider, i sognatori e gli appassionati di musica.
      Oltre a Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, il film vede nel suo cast Lucy Boynton, nel ruolo di Mary Austin, grande amore di Freddie, Gwilym Lee nei panni di Brian May, chitarrista dei Queen, Ben Hardy in quelli del batterista Roger TaylorJoe Mazzello interpreta il bassista John Deacy DeaconAidan Gillen è invece John Reid, primo manager del gruppo, Aaron McCusker ha il ruolo di Jim Hutton, a lungo il ragazzo di Mercury e Mike Myers nei panni di Ray Foster della casa discografica EMI.

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    • PUBBLICHIAMO LA NOTIZIA DAL SITO QC - QUOTIDIANO CANAVESE del 30 novemvbre 

      CUORGNE' - Il teatro Pinelli diventa set per il tributo ai Queen degli Archimisti - VIDEO

      CUORGNE - Il teatro Pinelli diventa set per il tributo ai Queen degli Archimisti - VIDEOIl nuovo video degli «Archimisti» rende omaggio al teatro comunale di Cuorgnè. In questo tributo ad una delle più grandi rock band di tutti i tempi, i Queen, guidati dall’inarrivabile Freddie Mercury, i musicisti hanno costruito il video nella “bomboniera” del teatro «Tullio Pinelli». «Non posso che ringraziarli per la scelta - dice il sindaco Beppe Pezzetto - ci hanno regalato immagini splendide che raccontano la storia di questo Teatro e lasciano intravedere quello che tornerà ad essere, confido a breve e non solo per la nostra Città, questo magico luogo di cultura. Ringrazio gli Archimisti per questo splendido regalo di Natale anticipato fatto a tutti noi».

      Gli Archimisti sono un gruppo di musicisti laureati in Conservatorio: arrivano da collaborazioni con importanti orchestre sinfoniche (Orchestra Giovanile Italiana, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Orchestra “Arturo Toscanini” di Parma, Orchestra “L.Cherubini”, Orchestra Sinfonica “G.Verdi” di Milano, ecc.), ensemble di musica da camera e prestigiose scuole di musica. I musicisti, però, si sono dedicati anche ad altri generi, come la musica pop e rock, e il tango. «La passione per la musica da camera e la voglia di suonare insieme ci ha spinti a cercare nuovi palcoscenici e sperimentare nuovi spazi per fare musica: da anni ormai accompagniamo eventi di ogni genere con la nostra musica, con un repertorio che spazia dal tardo 500 fino alle cover di musica leggera».


      Il nuovo video degli «Archimisti» rende omaggio al teatro comunale di Cuorgnè. In questo tributo ad una delle più grandi rock band di tutti i tempi, i Queen, guidati dall’inarrivabile Freddie Mercury, i musicisti hanno costruito il video nella “bomboniera” del teatro «Tullio Pinelli». «Non posso che ringraziarli per la scelta - dice il sindaco Beppe Pezzetto - ci hanno regalato immagini splendide che raccontano la storia di questo Teatro e lasciano intravedere quello che tornerà ad essere, confido a breve e non solo per la nostra Città, questo magico luogo di cultura. Ringrazio gli Archimisti per questo splendido regalo di Natale anticipato Cfatto a tutti noi».

    • Video e musica valgono più di mille parole...
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    • MARTEDI 18 DICEMBRE - ORE 21:30 Ultima serata della prima fase di DUE CITTA' AL CINEMA  - XXVII edizione: 

    • Risultati immagini per GIRL

      GIRL 

    • di Lukas Dhont

 

 

 

 

Girl, il film diretto dall'esordiente Lukas Dhont, è ispirato a una storia vera e vede protagonista Lara (Victor Polster), adolescente con la passione della danza classica: insieme al padre e al fratellino si è trasferita in un'altra città per frequentare una prestigiosa scuola di balletto, a cui dedica tutta se stessa. Ma la sfida più grande è riuscire a fare i conti con il proprio corpo, perché Lara è nata ragazzo...

FRONTALE MA PIENO DI PUDORE, UN FILM CHE MOSTRA COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE ABITARE UN CORPO DI UN ALTRO SESSO. Nata nel corpo di uomo, Lara è una ragazza di quindici anni che sogna di diventare ballerina. Il film è stato premiato al Festival di Cannes

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CITTÀ’ DI RIVAROLO                                      CITTÀ’ DI CUORGNE’

DUE CITTÀ’ AL CINEMA

XXXVII EDIZIONE 2018-2019

 I FASE OTTOBRE – DICEMBRE 2018

8 film in abbonamento con prevendita dei titoli di ingresso a 18,00 euro

 

Martedi 23 ottobre

Risultati immagini per UN AFFARE DI FAMIGLIAUN AFFARE DI FAMIGLIA

 

 

 

 

 

 

Martedi 30 ottobre

Serata speciale extra abbonamento: MOVIETELLERS "narrazioni cinematografiche"

Martedi 6 novembre

Risultati immagini per una storia senza nomeUNA STORIA SENZA NOME

di Roberto Andò

 

 

 

 

 

 

Martedi 13 novembre

Risultati immagini per dogmanDOGMAN

di Matteo Garrone

 

 

 

 

 

 

Martedi 20 novembre

Risultati immagini per un figlio all'improvvisoUN FIGLIO ALL’IMPROVVISO

di Vincent LobelleSebastien Thiery

 

 

 

 

 

 

Martedi 27 novembre

Risultati immagini per la casa dei libriLA CASA DEI LIBRI

di Isabel Coixet

 

 

 

 

 

 

Martedi 4 dicembre

Risultati immagini per don't worryDON’T  WORRY

 

di Gus Van Sant

 

 

 

 

 

Martedi 11 dicembre

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di Björn Runge

 

 

 

 

 

 

Martedi 18 dicembre

Risultati immagini per GIRLGIRL

di Lukas Dhont

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONI: Cinema Margherita 0124.657523 - Biblioteca Civica di Cuorgnè 0124.655252 - Biblioteca Comunale di Rivarolo 0124.26377

INTERNET: www.cinemamargherita.net E-MAIL: info@cinemamargherita.net

PROIEZIONI: il martedi presso il Cinema Margherita di CUORGNE’- ore 21:30

ABBONAMENTI: 8 film in prevendita a € 18,00 - INGRESSI: € 5,00

SERATA SPECIALE “MOVIE TELLERS”: biglietti di ingresso interi € 6,00* compresa degustazione Slow Food

ABBONAMENTO COMPLETO: tutte le 9 serate € 24,0A

CLICCA SU "IN PROGRAMMAZIONE" PER ACCEDERE A TUTTE LE INFORMAZIONI SUI FILM E SULLA SERATA DEL 30 OTTOBRE

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AVVISI:

SITO IN RISTRUTTURAZIONE: LE INFORMAZIONI SONO RIDOTTE AL MINIMO;

NOVITA': SONO ATTIVE LE PROMOZIONI 18 APP E BONUS INSEGNANTI

 

Per conoscere i prezzi di ingresso visualizzare il listino completo in fondo a questa pagina.

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PREZZI DI INGRESSO
 
NB. Sono state attivate le promozioni, in soluzione FISICA, scaricando il voucher dai rispettivi siti:
- 18 app
- bonus cultura insegnanti

1.       FILM IN PROIEZIONE NORMALE 2D:

a.      INTERI   €   7,00

b.      RIDOTTI €  5,00

2.       FILM IN PROIEZIONE TRIDIMENSIONALE 3D:

a.      INTERI €   10,00 *

b.      RIDOTTI €  8,00 *

3.       RASSEGNA “DUE CITTA’ AL CINEMA”

a.       ABBONAMENTI 2018-2019 - 8 film a € 18,00

b.      INGRESSO SINGOLO - UNICO €  5,00

I biglietti ridotti vengono rilasciati a:

a. JUNIOR Ragazzi fino a 11 anni di età

b. SENIOR Oltre i 65 anni di età

c. Titolari della tessera TOSCA. accedi al sito Tosca cliccando sul link

http://torinoshowcard.it/

d.      Il LUNEDI a tutti gli spettatori (eccetto festivi, prefestivi, festività natalizie)

e.      Nei giorni feriali esclusi festivi e prefestivi a titolari di tessere Agis, AIACE, STUDENTI UNIVERSITARI

(*) Il costo dei biglietti 3d comprende l’uso gratuito degli speciali occhialini 3D DOLBY, con lenti in cristallo di alta qualità

 



 
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LE RECENSIONI DEI FILM DI DUE CITTA' AL CINEMA

THE WIFE - LA RECENSIONE di Marianna Cappi - www.mymovies.it

Joe Castleman e la moglie Joan vengono svegliati all'alba da una telefonata proveniente dall'Europa. È la notizia che Joe ha vinto il premio Nobel per la letteratura. Mentre si prepara e poi ha luogo il loro soggiorno a Stoccolma in vista della premiazione, Joan ripensa ai quarant'anni passati al fianco del marito, al patto segreto su cui si è basato il loro matrimonio, al sacrificio lungo una vita della sua più grande ambizione. Qualcosa in lei matura. Un punto di rottura. Jane Anderson, la sceneggiatrice di 'Olive Kitteridge', rilegge il romanzo di Meg Wolitzer su una donna devota e elegante, che dalla fama del marito ha ottenuto di poter vivere come desiderava, pagando per questo un prezzo che è andato aumentando senza pietà. Il prezzo da pagare era sapere che era lei ad avere un dono, ma lui ad avere la capacità di farlo fruttare, oltre che l'accesso ad una scena professionale spiccatamente più ben disposta verso gli autori uomini. La trasformazione del non meglio specificato premio finlandese del romanzo nel massimo dei riconoscimenti, il Nobel, non solo alza in maniera spettacolare la posta in gioco, ma permette anche una divertente incursione dietro le quinte del protocollo svedese e nelle stranezze del contesto della cerimonia; quinte dietro le quali s'insinua anche uno dei personaggi chiave del film, il giornalista Nathaniel Bone, che segna il gradito ritorno sullo schermo di Christian Slater.

Il regista Björn Runge mette la sua esperienza teatrale e il suo gusto per il dettaglio al servizio di una coppia di attori di enorme talento, capaci di inscenare un'intimità lunga decenni e di vampirizzarsi a vicenda a piccoli morsi, in una perfetta allegoria della relazione matrimoniale, dei compromessi che domanda e della dinamica duale che la contraddistingue, così che la ragione e il torto non sono mai limpidamente attribuibili, colpe e meriti non sono mai solo dell'uno o dell'altro, ma cause ed effetti della relazione stessa. Glenn Close è 'The Wife', credibile fin nel più piccolo gesto, ma è forse Jonathan Pryce a vestire la parte più difficile e dolorosa, quella di un uomo celebrato come un dio in terra e terrorizzato dalla propria mediocrità, mentre le loro controparti più giovani, all'opera nei flashback anni Cinquanta, non sono che pallide presenze al loro confronto. Eppure la vera protagonista del film, perfino ingombrante, è la sceneggiatura, modulata su dialoghi ben calibrati ("I am a king maker") e sulle loro eloquenti variazioni (dal giovanile entusiasmo di "We're getting published!" al senile trasparire dell'ego in "I won the Nobel!", che il regista incastona nella ripetizione della stessa scena). L'approssimarsi del finale obbliga ad una soluzione un duetto/duello che fuori di finzione probabilmente non la troverebbe mai. 

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DON'T WORRY - La recensione di Giancarlo Zappoli - www.mymovies.it

John Callahan ha una grande bramosia di vivere, un talento per le battute colorite e un grosso problema di alcolismo. In una notte in cui sia lui sia il suo compagno di bevute sono in auto subiscono un grave incidente che lo costringe su una sedia a rotelle e gli consente di scrivere solo unendo entrambe le mani. L'ultima cosa a cui pensa è smettere di bere ma quando, seppur recalcitrante, entra in un gruppo di recupero per alcolisti, scopre di avere un dono nel disegnare vignette capaci di provocare sia risate sia reazioni sdegnate. Dopo un film in cui la sua vena più intima sembrava essersi smarrita nei sentieri de ''La foresta dei sogni'', Gus van Sant torna ad occuparsi dei temi che più gli stanno a cuore grazie a un soggetto che ha origini lontane. Circa vent'anni fa Robin Williams aveva acquisito i diritti dell'autobiografia di Callahan per realizzarne un film di cui voleva essere protagonista proponendone a Van Sant la regia. Il progetto, nonostante diversi tentativi, non riusciva però a trovare una sua configurazione. Solo in seguito alla scomparsa di Williams il regista ha capito che il problema stava nel non pretendere di realizzare un biopic sulla vita del protagonista ma che era invece necessario concentrarsi sul suo recupero dall'alcolismo (a proposito del quale si può trovare in rete un sarcastico film di animazione a firma dello stesso Callahan). 

Grazie a un Joaquin Phoenix che sa offrire la giusta misura di irriverenza ma anche di introspezione al personaggio, Van Sant riesce ad affrontare anche il tema della disabilità senza falsi pietismi. Callahan, spesso contestato per l'infrazione di tabù consolidati e del tutto disinteressato al rispetto del 'politically correct', una volta ha detto: "Il mio solo metro di giudizio per comprendere se mi sono spinto troppo oltre lo trovo in persone costrette sulla sedia a rotelle o che hanno uncini al posto delle mani. Come me non ne possono più di quelli che pretendono di parlare in nome dei disabili. Di tutta quella pietà e paternalismo. Questo è ciò che va veramente detestato". Se a questo si aggiunge che Callahan viveva nell'area a nordovest di Portland nell'Oregon (città in cui Van Sant ha vissuto e in cui ha ambientato alcuni dei suoi film migliori) si può comprendere come si sia trattato di un 'ritorno a casa'. Attraverso le corse pazze nel traffico urbano di un uomo paralizzato su una sedia a rotelle a motore ma anche con le sue soste di riflessione, nel confronto con il suo passato, nella capacità di fermarsi a raccontare di sé a dei ragazzini che hanno lasciato i loro skateboard per soccorrerlo, emerge il ritratto di una personalità complessa che non si limita a offrirci informazioni su una vita ma ci invita a superare più di un pregiudizio.

 

La scheda de LA CASA DEI LIBRI su MYMOVIES - recenzione di Giancarlo Zappoli

Fine Anni '50. Hardborough, Inghilterra. Florence Green ha perso il marito nel secondo conflitto mondiale e ha deciso di aprire una libreria (seguendo un impulso che la lega al primo incontro con quello che sarebbe divenuto suo marito) in quest'area culturalmente depressa. La sua impresa non sarà semplice perché nella cittadina c'è chi vuole utilizzare l'edificio per altre (presunte) iniziative culturali e farà di tutto per fermarla. Non sarà però del tutto sola perché troverà la collaborazione di una bambina e di un anziano appassionato lettore.

Con simili premesse (l'origine letteraria datata e la trama) ci si aspetta un film vecchio stile ed in parte l'attesa viene suffragata dalla messa in scena. Party in cui le chiacchiere e gli sguardi sono fondamentali, porte che cigolano, pettegolezzi femminili, personaggi solitari avvolti dal mistero non mancano. Però si rivela interessante il modo in cui vengono utilizzati, a partire dalla contestualizzazione. 
Quando Florence giunge in quella zona provinciale della Gran Bretagna la voce narrante (di cui scopriremo alla fine l'identità) ci fa quasi 'sentire' le implicazioni legate al piacere della lettura. Non si tratta solo di sensazioni tattili legate alla carta su cui sono impresse le parole ma ancor più di ciò che si prova leggendo e delle emozioni che accompagnano lo scorrere delle ultime righe di un libro che ci è piaciuto.

A questo si aggiunge la riflessione sull'effetto dirompente (che ormai si va sempre più perdendo in questi nostri tempi) della letteratura all'epoca. Romanzi come "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury o, in misura maggiore e fomentatrice di 'scandalo' tra i benpensanti, "Lolita" di Vladimir Nabokoverano al centro di un dibattito che andava al di là della ristretta cerchia letteraria. Basta pensare alle proteste che Stanley Kubrick ricevette da importanti associazioni di 'difesa della famiglia' quando decise di trarne un film per rendersi conto dell'impatto. Florence acquista 250 copie del romanzo e lo pubblicizza in vetrina, lei che di sensuale non ha nulla e quando indossa un abito rosso manifesta innumerevoli perplessità ma sa riconoscere, magari con consulenza di supporto, il valore di un testo. 

Questa volta Coixet non presenta però solo il versante in chiaro della femminilità perché alla neolibraia contrappone una 'domina' dell'alta borghesia che ha messo sotto tutela il marito generale (tanto da spingerlo a raccontare false versioni di quanto accade) ma utilizza tutti i mezzi per contrastare la diffusione di una cultura non allineata. Troverà sulla sua strada un lettore accanito che si dimostra capace di uscire dalla gabbia protettiva della lettura per affrontare la vita reale e una bambina tanto riccioluta quanto determinata

 

 

Giancarlo Zappoli - www.mymovies.it - la scheda critica dl UN FIGLIO ALLIMPROVVISO

Andrè e Laurence sono una coppia di mezza età che non ha problemi economici e che si è adagiata in una routine quotidiana. Un giorno al supermercato Patrick, un uomo giovane affetto da sordità si avvicina ad André ritenendolo suo padre. Da quel momento la vita per la coppia cambia. Se Laurence non può essere la madre (è sempre stata sterile) ma vorrebbe esserlo André potrebbe essere il padre ma rifiuta assolutamente l'idea e ritiene che Patrick sia un truffatore. La coppia dovrà confrontarsi con delle situazioni fino ad allora impensabili. Questa commedia ha origini teatrali ma si è trasformata in cinema tout court grazie a un'interessante accoppiata. Sébastien Thiéry, che è l'autore del testo e che interpreta il ruolo di Patrick, si è fatto affiancare da Vincent Lobelle e può avvalersi, nei ruoli dei due 'genitori' di una coppia rodata come è quella composta da Christian Clavier e Catherine Frot. Ne deriva una commedia costantemente in equilibrio tra osservazione sul piano sociale e gag divertenti con qualche situazione sopra le righe. Innanzitutto va sottolineato come Thiéry prosegua l'opera di sdoganamento dei temi riguardanti la disabilità che, grazie al politically correct portato all'eccesso, aveva congelato (e di fatto discriminato) qualsiasi rappresentazione di un portatore di handicap.

 

Anche senza fare spoiler in materia (non mancherà infatti una sorpresa) il personaggio di Patrick è tanto tenero quanto disturbante per il borghese André che si mette immediatamente sulla difensiva come molti fanno di fronte alla 'diversità'. Se poi quell''individuo' pretende anche di essere tuo figlio la chiusura a riccio diventa di livello esponenziale. Sul versante progressivamente opposto si colloca la rigida responsabile del personale Laurence che probabilmente ha riversato la sua insoddisfazione esistenziale sui sottoposti (situazione che si può riscontrare spesso nella realtà) e che ora vede aprirsi la possibilità di coronare un sogno, seppur con modalità inconsuete. In questo quadro si inseriscono personaggi minori come il medico di famiglia che contribuiscono alla riuscita di una pièce capace di suscitare più di un sorriso ma anche qualche non secondario elemento di riflessione.

 

La recensione di DOGMAN - Paola Casella su MYMOVIES

Marcello ha due grandi amori: la figlia Alida, e i cani che accudisce con la dolcezza di uomo mite e gentile. Il suo negozio di toelettatura, Dogman, è incistato fra un "compro oro" e la sala biliardo-videoteca di un quartiere periferico a bordo del mare, di quelli che esibiscono più apertamente il degrado italiano degli ultimi decenni. L'uomo-simbolo di quel degrado è un bullo locale, l'ex pugile Simone, che intimidisce, taglieggia e umilia i negozianti del quartiere. Con Marcello, Simone ha un rapporto simbiotico come quello dello squalo con il pesce pilota. Marcello procura a Simone quella cocaina che il bullo consuma in quantità esagerate e fa per l'ex pugile da secondo nelle "riscossioni". Quando Simone sceglierà proprio il negozio di Marcello come base operativa per una rapina gli equilibri fra i due salteranno irrimediabilmente. Ispirandosi liberamente ad uno dei casi di cronaca più cruenti del nostro passato recente, la vicenda del Canaro della Magliana, Matteo Garrone racconta un'Italia diventata terra di nessuno in cui cane mangia cane, complice l'abbrutimento culturale e sociale che ha allontanato i cittadini non solo dal benessere ma anche dalla solidarietà umana più elementare. Garrone depura la vicenda del Canaro dalla sua componente veramente oscena, ovvero la spettacolarizzazione, arrivando a desaturare la palette di colori con cui dipinge i suoi quadri di desolazione suburbana (meravigliosa la fotografia di Nicolaj Bruel) dei quali sfuma i margini ed evidenzia l'essenza. 'Dogman' inizia con il ringhio di un pitbull da combattimento ed il terrore speculare degli altri cani chiusi dentro le gabbie del negozio, enucleando così quelle dinamiche di sopraffazione e sottomissione che sono la regola di vita del quartiere. L'ombra di Simone si staglia gigantesca dietro la porta a vetri del canaro, proiezione gonfia di una paura atavica che con il tempo ha dominato gli animi della gente perbene, non soltanto nei quartieri periferici. E lo sguardo smarrito di Marcello in riva al mare, dopo l'ennesima prepotenza subìta, è quello di un Paese che ha preso consapevolezza del proprio status di vittima, e che "tutto questo non lo accetterà più". Ma invece di raccontare un'incazzatura alla ''Quinto potere'', o la vendetta efferata e grottesca in cui le cronache hanno abbondantemente sguazzato, Garrone descrive una quieta rivalsa del tutto priva della valenza pulp che ha reso archetipale, e protagonista di uno 'storytelling ante litteram', il vero Canaro.

Quella di Marcello è un'implosione che non pareggia i conti ma nutre la piramide di soprusi che si erge invisibile all'interno di un quartiere piallato dall'imbarbarimento: perché in questo universo orizzontale ad elevarsi sono solo le palazzine abusive, mai le persone. Il modo in cui i personaggi attraversano questi spazi immondi, come le vele di Scampia in ''Gomorra'' o l'ecomostro litoraneo de ''L'imbalsamatore'', è l'essenza del cinema di Garrone, che relaziona l'uomo con un ambiente non più pensato per gli esseri umani, ma diventato labirinto per osservazioni entomologiche. Altrettanto importante è l'attenzione allo sguardo, tanto quello mite e dolente di Marcello quanto quello, ottuso e pieno di paura, di Simone. Come irreprensibilmente luminosa è l'interpretazione di Marcello Fonte nei panni del canaro - dimensioni da fantino e leggerezza da acrobata circense - è opaca e devastante quella di un irriconoscibile e gigantesco Edoardo Pesce nei panni di Simone: un pitbull che è l'esatto prodotto del suo addestramento e ha la gravitas dei sogni andati a male. Garrone riesce nel miracolo di costruire una narrazione disperante disintossicandola dalla volgarità dei talk show, e restituendo dignità ferita a tutti personaggi. 

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UNA STORIA SENZA NOME

La recenzione di Raffaella Giancristofaro - www.mymovies.it

 

Valeria Tramonti (Ramazzotti) è la timida segretaria del produttore cinematografico Vitelli (Catania), vive ancora a pochi passi dalla madre (Morante) ed è innamorata dello sceneggiatore Pes (Gassmann), per il quale scrive, non accreditata, i soggetti di cui poi lui si prende il merito. A travolgere la sua riservata esistenza è l'incontro con Rak, un anziano sconosciuto (Carpentieri), personaggio misterioso e informatissimo, che le offre una storia irresistibile da trasformare in film, a patto che (anche stavolta) non sia lei a comparirne come autrice. Quella legata al furto della Natività, tela di Caravaggio sottratta dalla mafia nel 1969 dall'Oratorio di San Lorenzo a Palermo e mai ritrovata. E che la mafia di oggi non ha nessun interesse a divulgare. Peccato che tra i finanziatori del film ci sia Spatafora (Bruno), affiliato a Cosa nostra. Niente è come sembra, ogni personaggio è doppio, in 'Una storia senza nome:' commedia buffa di dichiarato gusto rétro, venata di giallo e di tocchi felliniani, affettuoso omaggio alla storia del cinema e alle persone che i film li pensano, li amano, li finanziano e spesso incuranti del loro senso li portano a termine. Andò torna sul tema a lui caro del mascheramento, delle identità molteplici, della verità nascosta sotto la finzione. Parte da un fatto di cronaca a lui vicino (palermitano, classe 1959) che ad un primo livello genera il film scritto da Valeria: un film nel film, diretto dal regista, attore (e pittore) Jerzy Skolimowski (già premio della Giuria con ''Essential Killing'' nel 2010 e di nuovo in Concorso alla Mostra nel 2015 con ''11 minutes''). Su un altro piano il capolavoro di Caravaggio (sul quale circolano anche le storie dello smembramento in più parti per facilitarne l'espatrio, e quella di essere stato dato in pasto ai maiali) svela, nell'indagine in cui Rak coinvolge Valeria, le tangenze tra criminalità organizzata e politica, tra cene tra "amici" e i palazzi del potere. Il dipinto diventa così l'amara immagine simbolo di un Paese sotto attacco di chi (la mafia) disprezza il valore del proprio patrimonio artistico ma anche della lettura, vista la quantità di scritti, libri, lettori, citazioni che puntellano un film molto scritto, colto, critico, in cui la sceneggiatura, il meccanismo narrativo prevale con evidenza sugli altri elementi di messa in scena, dando vita a tratti a un paradossale effetto di meccanicità. Molto del piacere di Andò (che firma la sceneggiatura con Angelo Pasquini, in collaborazione con Giacomo Bendotti) invece risiede nel disseminare nel film più segni possibili della passione debordante per il cinema stesso. Non solo con citazioni testuali (da film leggendari sul cinema come 'Viale del tramonto') o iconiche, come il poster di Il vergine, diretto da Skolimowski nel '67, che campeggia dietro Valeria nella situazione, anch'essa a suo modo "classica", del divano del produttore, dalla scritta al neon dei Lumière negli uffici di produzione alle ombre proiettate e ingigantite dalla luce di una lampada a una finestra. Un'opera dedicata al gusto di affidare al dispositivo cinema la possibilità, reinventando la realtà, di divertire e al contempo di investigare sulla verità. Fuori concorso a Venezia 2018.  

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SERATA MOVIETELLERS

  • Cortometraggio - Framed di Marco Jemolo (Italia, 2017, 7’, col.)Interpreti: Guglielmo Favilla, Dario Penne (voci off) Produzione: Grey Ladder, Ouvert Location: TorinoFk e un omino di plastilina, di quelli usati nel cinema d’animazione, con un’anima profonda e un forte spirito critico. Per questo motivo si ribella alla sua condizione di oggetto appellandosi direttamente alla legge. In un anonimo distretto di polizia Fk chiede quello di cui ogni essere umano ha bisogno: la liberta di scegliere il proprio destino. Framed e un corto di animazione dai toni noir che riflette con ironia sul ruolo dell’individuo rispetto ai condizionamenti e alle imposizioni della societa.

  • Happy Winter di Giovanni Totaro (Italia, 2017, 82’, col.) Produzione: Indyca, Zenit Arti Audiovisive Location: Mondello (Pa) Ogni anno, d’estate, sulla spiaggia di Mondello vengono costruite piu di mille cabine pronte ad ospitare altrettanti nuclei di bagnanti che vi passeranno la stagione. Per queste persone le capanne sono lo scenario perfetto per nascondersi dietro al ricordo di uno status sociale che la crisi degli ultimi anni ha minato. Una famiglia s’indebita per fare le vacanze al mare e apparire benestante tra i bagnanti; tre donne si abbronzano per sentirsi ancora giovani e diventare le star dell’estate, mentre nella stessa spiaggia un barista pensa a guadagnare piu soldi possibili per superare l’inverno. Tutti aspettano la notte di Ferragosto per vivere da protagonisti la fiera della vanita estiva e continuare a fare finta che la crisi economica non esista.

  • ORE 21:00 Evento Speciale – Omaggio a Ermanno Olmi - Buongiorno natura (Italia, 1955, 9’46’’, col.) sostituito da PICCOLI CALABRESI SUL LAGO MAGGIORE

    Gabriele, Marco e il piccolo Tobia trascorrono una breve vacanza immersi negli splendidi paesaggi delle valli di Lanzo. Tra qualche piccola disavventura dovuta all’inesperienza dei campeggiatori, la vacanza trascorre serena e il ritorno al lavoro di tutti i giorni sara allietato da bei ricordi.

    PICCOLO OMAGGIO A ERMANNO OLMI

    Visionario e sorprendente, Ermanno Olmi e stato uno dei grandi maestri del nostro tempo con una carriera costellata di capolavori amati dalla critica e dal pubblico. Il regista bergamasco definito il “cantore della gente comune, delle piccole cose” se n’e andato all’eta di 86 anni il 7 maggio scorso, lasciando una filmografia sorprendente e ricca di titoli intramontabili come L'albero degli zoccoli con il quale si aggiudico la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1978 e, nel 1979, il David di Donatello.

    La sua carriera ha inizio nei primi anni ‘50 con il suo trasferimento a Milano per seguire i corsi di recitazione dell'Accademia di Arte Drammatica. Per mantenersi lavora come fattorino presso la Edison occupandosi anche di organizzare le attivita ricreative per i dipendenti, in particolare il servizio cinematografico. Qui, su richiesta dell’azienda, documenta con dei filmati le produzioni industriali.

    L’intraprendenza e la cifra stilistica di Olmi non passano inosservate e tra il 1953 e il 1961 realizza decine di documentari.

    Proprio ad alcuni di questi suoi primi lavori e dedicato il Piccolo omaggio Ermanno Olmi che Movie Tellers, in collaborazione con il Torino Film Festival e l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea, gli dedica. Si tratta di tre cortometraggi del Fondo Edison, che saranno proiettati a rotazione nelle sale di tutte le 25 citta in cui la rassegna fara tappa. E un “assaggio” cinematografico in vista dell’omaggio che il Torino Film Festival, nella sua prossima edizione (23 novembre - 1 dicembre 2018), dedichera al regista. Una terna di brevi capolavori commissionati dalla Edison, tutti realizzati in location piemontesi, che raccoglie in se gia molti degli elementi del futuro cineasta. In Piccoli calabresi sul Lago Maggiore, poi, si potra osservare una vera chicca: un giovanissimo Ermanno Olmi nelle vesti d’intervistatore.

    Al massimo ribasso di Riccardo Iacopino (Italia, 2017, 100’, col.)

    Interpreti: Matteo Carlomagno, Viola Sartoretto, Alberto Barbi, Stefano Dell’Accio, Francesco Giorda Produzione: Cooperativa Sociale Arcobaleno, RAI Cinema Location: Torino, Orbassano e Poirino (To)

    Diego ha un segreto che lo segna come una maledizione, una strana dote che lo rende diverso dagli altri, che lui rifiuta ma che sfrutta per il suo lavoro. Carpisce segreti industriali grazie ai quali aziende mafiose vincono gare di appalto pubbliche. E il sottobosco degli intrecci tra corruzione e malavita. Diego lavora con i carnefici, ma vive in mezzo alle vittime. Un giorno s’innamora di una donna in lotta per ricostruirsi una vita. Le loro strade s’intrecciano e lui sara costretto a scegliere.

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  • Un affare di famiglia (2018) - La recensione di Mymovies

  • Il maestro dei rapporti famigliari eleva il suo linguaggio con un'amara analisi delle disuguaglianze sociali. E diventa un classico vivente. Un film di Kore'eda Hirokazu con Lily Franky, Kirin Kiki, Sôsuke Ikematsu, Mayu Matsuoka, Sakura Andô, Jyo Kairi, Kengo Kora, Yôko Moriguchi, Moemi Katayama, Yuki Yamada. Genere Drammatico durata 121 minuti. Produzione Giappone 2018. Uscita nelle sale: giovedì 13 settembre 2018

  • La famiglia, per definizione, non si sceglie. O forse la vera famiglia è proprio quella che si ha la rara facoltà di scegliere.

  • Emanuele Sacchi - www.mymovies.it

In un umile appartamento vive una piccola comunità di persone, che sembra unita da legami di parentela. Così non è, nonostante la presenza di una "nonna" e di una coppia, formata dall'operaio edile Osamu e da Nobuyo, dipendente di una lavanderia. Quando Osamu trova per strada una bambina che sembra abbandonata dai genitori, decide di accoglierla in casa. La famiglia, per definizione, non si sceglie. O forse la vera famiglia è proprio quella che si ha la rara facoltà di scegliere. Libero arbitrio parentale: un tema niente affatto nuovo nel cinema di Kore-eda Hirokazu, dallo scambio di figli di 'Father and Son' alla sorellanza estesa di 'Little Sister'. Ma 'Un affare di famiglia' percorre solo in apparenza binari antichi, nascondendo una differente declinazione della materia, che guarda al sociale come l'autore non faceva dai tempi di 'Nessuno lo sa'. In un'opera brutalmente separata in due atti, che lavora molto sul dialogo con lo spettatore. Il primo segmento sembra esaudire appieno le aspettative di quest'ultimo, introducendolo a un gruppo di ladruncoli che, per interesse prima e per affetto poi, si ritrova a festeggiare un colpo, simulando di avere dei rapporti effettivi di parentela. Tutto sembra procedere nella direzione più attesa, sino alla svolta narrativa che riapre il vaso di Pandora e rimette tutto in discussione. "Buoni", "cattivi", giusto e sbagliato, diventano concetti ribaltati sullo spettatore e sui suoi dubbi, con una padronanza della narrazione - già intravista nel "rashomoniano" 'The Third Murder' - che guarda al relativismo di Kurosawa Akira, ancor più che al consueto termine di paragone di Ozu. Kore-eda è ormai talmente padrone della propria poetica, elaborata attraverso una lunga e pregevole filmografia, da poterne disporre a piacimento, rivoltandola come un guanto per offrire nuovi punti di vista, nuove ricerche di verità. Il conflitto tra legge morale e legge sociale trasforma i toni quasi da commedia della rappresentazione della famiglia fittizia in un dramma colorato di nero, che colpisce come una sferzata, dopo aver aperto il cuore al sentimento. Lo scontro tra legge e natura raggiunge il suo apice nell'epilogo di 'Un affare di famiglia', dimostrando l'invincibilità della prima - che ostruisce la costruzione di un modello alternativo - ma ribadendo con forza le ragioni della seconda. Un approfondimento sul piano filosofico rispetto al passato dell'autore, che si rispecchia in una maestria formale sempre più stupefacente. Nel primo segmento Kore-eda costruisce una successione di microsequenze mirate ad abbattere ogni resistenza emozionale: il quadro familiare che si ricompone nella plongée dei fuochi d'artificio e poi nell'orizzontalità del bagnasciuga; le simmetrie di lividi e bruciature (le braccia delle donne, le gambe degli uomini), che accomunano paternità o maternità e sembrano segni del destino, esposti di fronte a una giustizia che chiude occhi e orecchie. Con la grazia che lo contraddistingue nella trattazione delle dinamiche familiari e nelle sfumature di comportamento dei più piccoli, infatti, Kore-eda seziona, con un invisibile bisturi, l'ipocrisia su cui si regge il formalismo nipponico e svela l'abisso che separa le classi sociali. Le professioni umilianti o usuranti che accomunano i membri della "famiglia" costituiscono il nuovo proletariato urbano, assai più eterogeneo e meno leggibile di quello analizzato da Marx. La classe operaia che, anziché sognare il paradiso o una rivoluzione, convive con il "job sharing". Con 'Un affare di famiglia' si ride, ci si commuove e si rischia di finire con il cuore in frantumi. Mai così pessimista, ma forse mai così lucido, Kore-eda è ormai un classico vivente. 

Rassegna Due Città al Cinema

CITTÀ’ DI RIVAROLO                                      CITTÀ’ DI CUORGNE’

 

DUE CITTÀ’ AL CINEMA

XXXVII EDIZIONE 2018-2019

 I FASE OTTOBRE – DICEMBRE 2018

Martedi 23 ottobre

UN AFFARE DI FAMIGLIA

IL MAESTRO DEI RAPPORTI FAMIGLIARI ELEVA IL SUO LINGUAGGIO CON UN'AMARA ANALISI DELLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI. E DIVENTA UN CLASSICO VIVENTE. La famiglia, per definizione, non si sceglie. O forse la vera famiglia è proprio quella che si ha la rara facoltà di scegliere. Il film è stato premiato al Festival di Cannes con la Palma d’Oro per il miglior film in concorso.

Dopo una delle loro sessioni di furtarelli nei negozi, Osamu (Lily Franky) e suo figlio s'imbattono in una ragazzina esposta al freddo e al gelo. Inizialmente riluttante a prenderla in casa, la moglie di Osamu accetta di prendersi cura di lei dopo essere stata messa a parte delle difficoltà che è stata costretta ad affrontare. Anche se la famiglia è povera, riuscendo a malapena a fare abbastanza soldi per sopravvivere attraverso i loro piccoli crimini, sembra che tutti riescano a vivere assieme sereni, fino a quando un incidente imprevisto rivela dei segreti che metteranno a dura prova il legame che li unisce.

Martedi 30 ottobre

Serata speciale extra abbonamento - Ingressi interi € 6,00*

MOVIETELLERS narrazioni cinematografiche

  • Ore 18:00 - Framed di Marco Jemolo
  • Ore 18:30 - Happy Winter di Giovanni Totaro
  • Ore 20:00 - Degustazione di prodotti locali a cura della Condotta Slow Food
  • Ore 21:00 - Evento speciale Omaggio a Ermanno Olmi - Buongiorno Natura
  • Ore 21:15 - Al massimo ribasso di Riccardo Iacopino

ORE 18:00 Cortometraggio - Framed di Marco Jemolo (Italia, 2017, 7’, col.)

Interpreti: Guglielmo Favilla, Dario Penne (voci off) Produzione: Grey Ladder, Ouvert

Location: Torino

Fk e un omino di plastilina, di quelli usati nel cinema d’animazione, con un’anima profonda e un forte spirito critico. Per questo motivo si ribella alla sua condizione di oggetto appellandosi direttamente alla legge. In un anonimo distretto di polizia Fk chiede quello di cui ogni essere umano ha bisogno: la liberta di scegliere il proprio destino. Framed e un corto di animazione dai toni noir che riflette con ironia sul ruolo dell’individuo rispetto ai condizionamenti e alle imposizioni della societa.

ORE 18.30 - Happy Winter di Giovanni Totaro (Italia, 2017, 82’, col.)

Produzione: Indyca, Zenit Arti Audiovisive Location: Mondello (Pa)

Ogni anno, d’estate, sulla spiaggia di Mondello vengono costruite piu di mille cabine pronte ad ospitare altrettanti nuclei di bagnanti che vi passeranno la stagione. Per queste persone le capanne sono lo scenario perfetto per nascondersi dietro al ricordo di uno status sociale che la crisi degli ultimi anni ha minato. Una famiglia s’indebita per fare le vacanze al mare e apparire benestante tra i bagnanti; tre donne si abbronzano per sentirsi ancora giovani e diventare le star dell’estate, mentre nella stessa spiaggia un barista pensa a guadagnare piu soldi possibili per superare l’inverno. Tutti aspettano la notte di Ferragosto per vivere da protagonisti la fiera della vanita estiva e continuare a fare finta che la crisi economica non esista.

*ORE 20:00 Degustazione SLOW FOOD compresa nel costo del biglietto intero

ORE 21:00 Evento Speciale – Omaggio a Ermanno Olmi - Buongiorno natura (Italia, 1955, 9’46’’, col.)

Gabriele, Marco e il piccolo Tobia trascorrono una breve vacanza immersi negli splendidi paesaggi delle valli di Lanzo. Tra qualche piccola disavventura dovuta all’inesperienza dei campeggiatori, la vacanza trascorre serena e il ritorno al lavoro di tutti i giorni sara allietato da bei ricordi.

PICCOLO OMAGGIO A ERMANNO OLMI

Visionario e sorprendente, Ermanno Olmi e stato uno dei grandi maestri del nostro tempo con una carriera costellata di capolavori amati dalla critica e dal pubblico. Il regista bergamasco definito il “cantore della gente comune, delle piccole cose” se n’e andato all’eta di 86 anni il 7 maggio scorso, lasciando una filmografia sorprendente e ricca di titoli intramontabili come L'albero degli zoccoli con il quale si aggiudico la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1978 e, nel 1979, il David di Donatello.

La sua carriera ha inizio nei primi anni ‘50 con il suo trasferimento a Milano per seguire i corsi di recitazione dell'Accademia di Arte Drammatica. Per mantenersi lavora come fattorino presso la Edison occupandosi anche di organizzare le attivita ricreative per i dipendenti, in particolare il servizio cinematografico. Qui, su richiesta dell’azienda, documenta con dei filmati le produzioni industriali.

L’intraprendenza e la cifra stilistica di Olmi non passano inosservate e tra il 1953 e il 1961 realizza decine di documentari.

Proprio ad alcuni di questi suoi primi lavori e dedicato il Piccolo omaggio Ermanno Olmi che Movie Tellers, in collaborazione con il Torino Film Festival e l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea, gli dedica. Si tratta di tre cortometraggi del Fondo Edison, che saranno proiettati a rotazione nelle sale di tutte le 25 citta in cui la rassegna fara tappa. E un “assaggio” cinematografico in vista dell’omaggio che il Torino Film Festival, nella sua prossima edizione (23 novembre - 1 dicembre 2018), dedichera al regista. Una terna di brevi capolavori commissionati dalla Edison, tutti realizzati in location piemontesi, che raccoglie in se gia molti degli elementi del futuro cineasta. In Piccoli calabresi sul Lago Maggiore, poi, si potra osservare una vera chicca: un giovanissimo Ermanno Olmi nelle vesti d’intervistatore.

Ore 21:15 - Al massimo ribasso di Riccardo Iacopino (Italia, 2017, 100’, col.)

Interpreti: Matteo Carlomagno, Viola Sartoretto, Alberto Barbi, Stefano Dell’Accio, Francesco Giorda Produzione: Cooperativa Sociale Arcobaleno, RAI Cinema

Location: Torino, Orbassano e Poirino (To)

Diego ha un segreto che lo segna come una maledizione, una strana dote che lo rende diverso dagli altri, che lui rifiuta ma che sfrutta per il suo lavoro. Carpisce segreti industriali grazie ai quali aziende mafiose vincono gare di appalto pubbliche. E il sottobosco degli intrecci tra corruzione e malavita.

Diego lavora con i carnefici, ma vive in mezzo alle vittime. Un giorno s’innamora di una donna in lotta per ricostruirsi una vita. Le loro strade s’intrecciano e lui sara costretto a scegliere.

Martedi 6 novembre

UNA STORIA SENZA NOME

AFFETTUOSO OMAGGIO AL CINEMA E ALLA SUA CAPACITÀ DI REINVENTARE LA REALTÀ. UN GIOCO MOLTO SCRITTO, DI GUSTO RÉTRO. Il misterioso furto - realmente avvenuto a Palermo nel 1969 - di un celebre quadro di Caravaggio, La Natività.

Valeria (Micaela Ramazzotti), giovane segretaria di un produttore cinematografico, vive sullo stesso pianerottolo della madre, Amalia, donna eccentrica e nevrotica (Laura Morante), e scrive in incognito per uno sceneggiatore di successo, Alessandro (Alessandro Gassmann). Un giorno, Valeria riceve in regalo da uno sconosciuto, un poliziotto in pensione (Renato Carpentieri), la trama di un film. Ma quel plot è pericoloso, "la storia senza nome" racconta infatti il misterioso furto, avvenuto a Palermo nel 1969, di un celebre quadro di Caravaggio, la Natività. Da quel momento, la sceneggiatrice si troverà immersa in un meccanismo implacabile e rocambolesco.

Martedi 13 novembre

DOGMAN

GARRONE COMPIE IL MIRACOLO: RACCONTARE UN'ITALIA TERRA DI NESSUNO DISINTOSSICANDO LA NARRAZIONE DALLA VOLGARITÀ DEI TALK SHOW E RESTITUENDO DIGNITÀ FERITA AI PERSONAGGI. In una periferia sospesa tra metropoli e natura selvaggia, Marcello è un uomo mite che dopo l'ennesima sopraffazione immaginerà una rivalsa dall'esito inaspettato.

Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 9 candidature e vinto 7 Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Dogman ha incassato 2,6 milioni di euro. E’ stato designato a  rappresentare l’Italia alla prossima edizione degli OSCAR.

Ispirato liberamente a un fatto di cronaca nera accaduto trent'anni fa, Dogman è il nuovo film di Matteo Garrone che racconta la storia cupa e violenta di Marcello (Marcello Fonte).

La sua esistenza scorre sempre uguale e indifferente tra le pieghe di in una periferia sospesa tra la grande metropoli e la natura incontaminata. Persona mite e tranquilla, Marcello gestisce un salone di toelettatura per cani. Durante le sue giornate deve destreggiarsi tra il lavoro, la figlia adorata, Sofia, e l'ambiguo rapporto di sudditanza con Simoncino (Edoardo Pesce), un ex pugile da poco uscito di prigione e temuto da tutto il quartiere per i suoi atteggiamenti al limite della follia. 
Continuamente vittima di bullismo e soprusi, ormai stremato da una vita di umiliazioni, Marcello decide di seguire le orme di Simoncino e di diventare il suo aiutante in una serie di rapine che sconvolgono la cittadina in cui vivono. Ormai in balia del carisma di Simoncino e legato dalla lealtà nei suoi confronti in quanto amico di vecchia data, Marcello finisce col tradire non solo la sua stessa moralità, ma anche i suoi compaesani. Il peso delle proprie azioni diventa sempre più insostenibile, tanto che arriverà ad autoaccusarsi, finendo per un anno in carcere, lontano dalla figlia di cui doveva prendersi cura. Dopo aver perso tutto e tutti, arriva finalmente per Marcello la presa di coscienza, insieme a un'irrefrenabile sete di vendetta…

Martedi 20 novembre

UN FIGLIO ALL’IMPROVVISO

 

GAG E SITUAZIONI SOPRA LE RIGHE PER UNA PIÈCE CHE DIVERTE SENZA DIMENTICARE LA RIFLESSIONE SOCIALE. Patrick si stabilisce dai Prioux dicendo ai genitori di voler far conoscere loro la fidanzata. C'è solo un problema: i due non hanno mai avuto un figlio

Una sera, rientrando a casa, il signor e la signora Prioux (Christian Clavier e Catherine Frot) scoprono con costernazione che un tale Patrick (Sébastien Thiery) si è sistemato nel loro appartamento. Il bizzarro giovane si presenta come loro figlio, deciso a presentare loro la sua compagna. I coniugi Prioux, che non hanno mai avuto figli, cadono dalle nuvole... Tanto più che ogni dettaglio sembra avvalorare la tesi che Patrick sia realmente il loro figlio. Forse il ragazzo è un mitomane? O è un manipolatore? O la coppia ha dimenticato di avere un figlio? O magari è frutto di una scappatella?

Martedi 27 novembre

LA CASA DEI LIBRI

ISABEL COIXET TORNA AD OCCUPARSI DI FIGURE FEMMINILI ISPIRANDOSI AL ROMANZO DEL 1978 DI PENELOPE FITZGERALD. Una vedova cerca di superare il dolore per la morte del marito aprendo una libreria in un paesino della costiera.

La casa dei libri, il film diretto da Isabel Coixet, è ambientato nel 1959 e segue la storia di Florence Green (Emily Mortimer), una vedova dallo spirito libero, che decide di lasciarsi alle spalle il dolore per la perdita del marito e aprire la prima libreria della sonnolenta cittadina costiera di Hardborough, in Inghilterra. Sfidando la mentalità bigotta della gente, inizia a provocare il risveglio culturale del posto vendendo anche romanzi che generano scandalo. Troverà un alleato nella figura di Mr. Brundish (Bill Nighy), ma anche valenti oppositori come la signora Gamart (Patricia Clarkson)

Martedi 4 dicembre

DON’T WORRY

IL RITORNO A CASA DI GUS VAN SANT OMAGGIA UNA PERSONALITÀ COMPLESSA E INVITA A SUPERARE PIÙ DI UN PREGIUDIZIO. Da una vita senza regole, alle dipendenze di droga e alcool, a una condizione paralitica dove il fumetto diventa l'unica via di fuga.

Don't Worry, il film diretto da Gus Van Sant e tratto da una storia vera, vede protagonista John Callahan (Joaquin Phoenix), un uomo che ama la vita, dotato di uno humour spesso fuori luogo e con un grave problema di alcolismo. Dopo essere rimasto vittima di un tragico incidente stradale causato da una sbornia notturna, l'ultima cosa che John vuole fare è smettere di bere. Eppure, sebbene controvoglia, accetta di entrare in terapia, incoraggiato dalla sua ragazza (Rooney Mara) e da un carismatico sponsor (Jonah Hill).

In questo contesto, Callahan scopre di avere un grande talento nel disegnare vignette satiriche e irriverenti. Ben presto i suoi lavori vengono pubblicati su un quotidiano, procurandogli un vasto numero di ammiratori in tutto il mondo e regalandogli nuove prospettive di vita.

Martedi 11 dicembre

THE WIFE

UNA COPPIA DI GRANDISSIMI ATTORI DUETTA E DUELLA SUL TEMA DI RAGIONE E SENTIMENTO, AMBIZIONE E COMPROMESSO, MATRIMONIO E REALIZZAZIONE DI SÉ. La relazione di una coppia sposata va in pezzi durante un viaggio per partecipare alla cerimonia del Premio Nobel a Stoccolma. The Wife

Dietro ogni grande uomo c'è una donna ancora più grande. Peccato che molto spesso sia costretta a vivere nell'ombra. 

The Wife - Vivere nell'ombra, diretto da Björn Runge, racconta la storia di Joan Castleman (Glenn Close), donna dalla bellezza impeccabile, mai intaccata dal tempo. Quarant'anni passati a sacrificare il proprio talento e i propri sogni, lasciando che suo marito, l’affascinante e carismatico Joe (Jonathan Pryce), si impadronisca della paternità delle sue opere.
Joan assiste, per amore, alla sfavillante e gloriosa carriera dell'uomo, sopportando di buon grado tutte le menzogne e i tradimenti. Ma alla notizia dell'assegnazione del più grande riconoscimento per uno scrittore - il Premio Nobel per la letteratura - la donna decide finalmente di dire basta e riprendersi tutto quello che le spetta.

Emozionante, commovente, divertente: The Wife è un viaggio di emancipazione e riscoperta, una celebrazione della forza e della grandezza di tutte le donne!

 

Martedi 18 dicembre

GIRL

Girl, il film diretto dall'esordiente Lukas Dhont, è ispirato a una storia vera e vede protagonista Lara (Victor Polster), adolescente con la passione della danza classica: insieme al padre e al fratellino si è trasferita in un'altra città per frequentare una prestigiosa scuola di balletto, a cui dedica tutta se stessa. Ma la sfida più grande è riuscire a fare i conti con il proprio corpo, perché Lara è nata ragazzo...

FRONTALE MA PIENO DI PUDORE, UN FILM CHE MOSTRA COSA SIGNIFICA CONCRETAMENTE ABITARE UN CORPO DI UN ALTRO SESSO. Nata nel corpo di uomo, Lara è una ragazza di quindici anni che sogna di diventare ballerina. Il film è stato premiato al Festival di Cannes

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INFORMAZIONI: Cinema Margherita 0124.657523 - Biblioteca Civica di Cuorgnè 0124.655252 - Biblioteca Comunale di Rivarolo 0124.26377

INTERNET: www.cinemamargherita.net E-MAIL: info@cinemamargherita.net

PROIEZIONI: presso il Cinema Margherita di CUORGNE’- il martedi ore 21:30

ABBONAMENTI: 8 film in prevendita a € 18,00 - INGRESSI: € 5,00 – Abbonamento completo 9 serate: € 24,00.

SERATA SPECIALE “MOVIE  TELLERS”: biglietti di ingresso € 6,00* compresa degustazione Slow Food



 

 

Contatti
Via Ivrea, 101
10082 Cuorgnè (TO)
Tel.: +39 0124 657 523 (sala)
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