Inaugurato nel 1969, sempre all’avanguardia nelle tecnologie audio e di proiezione, dal 70mm al Dolby Stereo, oggi è dotato di impianto di proiezione digitale e 3D, con audio Dolby 7.1.
Dispone di 560 comode poltrone, impianto di climatizzazione e ampio parcheggio di fronte all’ingresso.
ContattaciIn programmazione Homepage
In programmazione
DA GIOVEDI 15 BLACK PANTHER. Domenica pomeriggio anche I PRIMITIVI

*******************************************+***+++++++++++++---

BROOKLYN

In programmazione DA GIOVEDI 15 FEBBRAIO A LUNEDI 19 FEBBRAIO:

Poster Black Panther  n. 14

BLACK PANTHER

una nuova avventura firmata MARVEL-DISNEY, in 3D e 2d (attenzione agli orari)

 

  •  

  •  

  •  

  •  

ORARI (in rosso gli spettacoli in 3D):

Giovedi: ore 21:30

Venerdi: ore 21:30

Sabato: ore 18:30 - 21:30 in 3D

Domenica: ore 16:15 - 18:30 in 3D - 21:30

Lunedi: ore 21:30

Black Panther
(Black Panther, 2017, USA)
Regia: Ryan Coogler
  • Distributori: Walt Disney
  • Genere: Azione, Fantascienza, Supereroi
  • Durata: 2h 14'
  • Data di uscita: 14-02-2018
  • Formato: 3D e 2d

2

 

 

Black Panther racconta di T'Challa, che, dopo gli eventi di Captain America: Civil War torna nel Wakanda, paese africano isolato e tecnologicamente avanzato, per prendere il suo posto come Re. Quando tuttavia riappare un vecchio nemico, il coraggio di T’Challa come Black Panther e come Re viene messo alla prova in un conflitto che mette in pericolo le sorti del Wakanda e del mondo intero.

_________________________________________________________________________

I PRIMITIVI 

Ancora uno spettacolo domenica pomeriggio alle ore 14:45:

ACCEDI AL SITO UFFICIALE DEL FILM:

http://www.luckyred.it/movie/i-primitivi/ 

con tutte le versioni dello spassosissimo trailer

I Primitivi è un film di genere animazione, avventura, azione, commedia del 2018, diretto da Nick Park, con Riccardo Scamarcio e Paola Cortellesi. Uscita al cinema il 08 febbraio 2018. Durata 89 minuti. Distribuito da Lucky Red.

ORARI:

 

Domenica 18/2: ore 14:45

 

DATA USCITA08 febbraio 2018

GENEREAnimazioneAvventuraAzioneCommedia

REGIANick Park

ATTORI (DOPPIATORI)Riccardo ScamarcioPaola CortellesiSalvatore EspositoGregCorrado GuzzantiChef RubioAlessandro FlorenziEddie RedmayneTom HiddlestonMaisie WilliamsRichard AyoadeTimothy SpallJohnny Vegas

PAESE: Gran Bretagna  DURATA89 Min  DISTRIBUZIONE: Lucky Red

All'alba dei tempi, la vita del cavernicolo Dag (Riccardo Scamarcio) scorre tranquilla tra mammut lanosi, creature preistoriche e natura incontaminata. Ampio sorriso e chioma leonina, Dag è allo stesso tempo il guerriero più audace e incapace della sua adorabile e bizzarra tribù. Armato di buoni propositi e di una preistorica lancia spuntata, ha finalmente l'occasione di mostrare il suo valore quando un pericolo imminente minaccia di distruggere la sua casa.
I tempi stanno cambiando, e il perfido signore del Bronzo Lord Nooth (Salvatore Esposito) è intenzionato a porre fine all'Età della Pietra, innescando una svolta prematura nella storia dell'umanità. Lo scapigliato scontro tra civiltà per il dominio del pianeta prende la forma di un'epica sfida in un gioco, sconosciuto per lo scoordinato gruppo di primitivi ma non per la squadra di nemici, già maestri in campo grazie a Dribblo (a cui presta la voce il calciatore Alessandro Florenzi). Contro ogni probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo (Corrado Guzzanti) Dag insegnerà a Grullo (Greg), Gordo (Chef Rubio) e agli altri imbranati cavernicoli come giocare… a calcio! La situazione migliora però quando Dag recluta tra i suoi anche l'energica Ginna (Paola Cortellesi), appassionata tifosa, pronta a mettere in riga la squadra di scansafatiche. L'allenamento si svolge tra vulcani ribollenti, geyser fumanti e canyon rocciosi, dove I primitivi impareranno a superare i propri limiti e a credere in sé stessi. Nonostante i tentativi di Lord Nooth di indebolire gli avversari nascondendo segreti importanti sul loro passato, niente e nessuno riuscirà a fermarli.

__________________________________________________

  • PROSSIMAMENTE: 

  • Locandina del film A CASA TUTTI BENE

Poster The Post  n. 1________________________________________________

DUE CITTA' AL CINEMA XXXVI - II FASE

PROSSIMA PROIEZIONE

MARTEDI 20 FEBBRAIO

ORE 21:30

Risultati immagini per the square

THE SQUARE

REGIARuben Östlund con Elisabeth MossDominic WestClaes BangssDominic WestClaes Bang

Svezia, Germania, Francia, Danimarca -  145’. Uscita al cinema il 09 novembre 2017.

VINCITORE DELLA PALMA D’ORO – CANNES 2017

Candidato all' OSCAR 2018 per il miglior film in lingua straniera

 

 

 

Protagonista del film è Christian, curatore di un importante museo di arte contemporanea di Stoccolma, nonché padre amorevole di due bambine. Nel museo c'è grande fermento per il debutto di un'installazione chiamata "The Square", che invita all'altruismo e alla condivisione, ma quando gli viene rubato il cellulare per strada, Christian reagisce in modo scomposto, innescando una serie di eventi che precipitano la sua vita rispettabile nel caos più completo.

Dopo la Palma d’Oro il film si aggiudica anche 6 premi EFA, trionfando all’European Film Award, l’Oscar Europeo, ed altri 17 prestigiosi premi internazionali

LA SCHEDA CRITICA PUBBLICATA SULLA RIVISTA VIVILCINEMA: 

THE SQUARE - di Ruben Ostlund

Sceneggiatura: Ruben Ostlund Fotografia: Fredrik Wenzel Montaggio: Ruben Ostlund, Jacob Secher Schulsinger Interpreti: Cìaes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Christopher Laess0, Marina Schiptjenko ...Produzione: Plattform Produktion, Essential Films, Parisienne, Film I Vàst, Arte France Cinema Distribuzione:Teodora Film Sve­zia/Germania/Francia/Danimarca 2017 colore 142'

OCCIDENTALI'S Palma. A Cannes 70 ha vinto la Palma d'oro The square dello svedese Ruben Ostlund, che dopo Forza maggiore perfeziona la cifra etologica del suo cinema: un direttore di museo, il tragicomico della vita, l'arte che, complice un performer scimmiesco, si scrolla di dosso l'accademia e torna a épater les bourgeois. Sulla Croisette non era tra i favoriti per la vittoria ma non ha rubato nulla: non è quadrato, al contrario di quel che promette il titolo è un po' troppo lungo e non sa bene come finire ma in mezzo ha ironia, acutezza d'indagine e nonsense da vendere. Godibile, e non può non tornare in mente, anche perché a Cannes venne presentata 53 anni fa, La donna scimmia di Marco Ferreri, altro colpo in pancia, e di teatro, all'arte museale e museificata, ovvero inerte. La scimmia è centrale, come il performer che la scimmiotta: l'Oleg finzionale è Terry Notary, che dal 2001 in poi ha dato movenze e molto altro agli antropomorfi della saga di Planet of the apes. Lì performance e motion capture per coreografare gli scimmieschi movimenti, qui viceversa è a torso nudo, e la sua irascibile e sfrenata umanità contrasta la calma, la seraficità della giornalista incarnata da Elisabeth Moss: "Può succedere qualunque cosa quando appare una scimmia dentro una stanza. Credo che a noi piaccia guardarle perché ci ricordano i nostri istinti primordiali", ha spiegato Ostlund. La scimmia ci folgora, ci disturba, ci sfida, ci fa incespicare e, addirittura, volgere indietro sulla strada dell'evoluzione, e che un etologo dello sguardo come Ostlund se ne sia servito non deve stupire. La scimmia nuda di Desmond Morris, già citata da Gabbani, torna buona, la disamina lucida e folle insieme del politicamente corretto pure, e a farne le spese è il protagonista Christian (Claes Bang), divorziato, due figli, direttore di un museo d'arte contemporanea. La prossima mostra, dal titolo "The square", è un'installazione tesa a promuovere l'altruismo, l'accoglienza, la condivisione ma che succede se un granello di polvere opportunistica, ovvero disgraziata, entra in questo oliato, anodino e però solidale meccanismo? Ostlund indaga, segue passo passo, analizza e distanzia, allarga e avvicina, mettendo nel quadrato quel che avevamo già apprezzato nel migliore Forza maggiore: l'insostenibile leggerezza dell'istinto di sopravvivenza, sia essa esistenziale o professionale, su un basso continuo che nella (mancata) tragedia trova sempre l'occasione di una sacrosanta risata. Avercene di queste intenzioni, di questi esiti, di queste coazioni a ripetere: sì, il regista svedese si ripeterà con Triangle of sadness, satira sul mondo della moda. Spunterà un'altra scimmia?

FEDERICO PONTIGGIA - VIVILCINEMA

______________________

Ecco il programma completo della rassegna:

Martedi 16 gennaio – ore 21:15

Serata inaugurale a ingresso libero di presentazione della rassegna.

Evento speciale: prima proiezione pubblica in Canavese del film

CINEMATOGRAFICA PERONA

Un film di Azzurra Fragale e Mauro Corneglio (ITA, 2017 – 41’)

Presenziano alla serata i registi, il critico cinematografico Fabio Pezzetti Tonion e Alessandro Gaido, presidente di Piemonte Movie

Cinematografica Perona di Azzurra Fragale e Mauro Corneglio è un documentario dedicato ad un secolo di proiezioni a Cuorgnè, in Canavese. Una comunità. Tre luoghi diversi, il Teatro Comunale ottocentesco, il cinema Perona inaugurato nel 1949 e dagli anni Settanta il Cinema Margherita, in cui gli eredi del pioniere Fernando Perona Sr proseguono l'attività familiare con passione e coraggio imprenditoriale.

Prodotto da Collettivo Cromocinque con il contributo di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e Archivio Mario L. G. Ceretto

Martedi 23 gennaio

MISTERO A CROOKED HOUSE

REGIAGilles Paquet-Brenner con Glenn CloseChristina HendricksGillian AndersonTerence Stamp

Gran Bretagna – 105’. Uscita al cinema il 31 ottobre 2017

 

 

 

 

 

Basato sul romanzo di Agatha Christie, edito in Italia con il titolo È un problema, Mistero a Crooked House è un giallo corale come quelli che piacciono all'autrice: un confronto incrociato tra i componenti di una ricca famiglia inglese, tra le sale della sontuosa villa del capostipite. Per ottenere finalmente la mano della bella e facoltosa Sophia Leonides (Stefanie Martini), incontrata al Cairo presso l'ambasciata inglese, il giovane investigatore privato Charles Hayward (Max Irons) deve risolvere il mistero che avvolge la morte di suo nonno, il patriarca Aristides Leonides, avvelenato da un familiare a Crooked House. Nella dimora lussureggiante, dove l'intera famiglia si è trasferita a causa della Seconda guerra mondiale, figli e nipoti del defunto puntano il dito contro Brenda (Christina Hendricks), giovane seconda moglie dell'anziano miliardario, accusata di avere una liaison sentimentale con il precettore dei nipoti. Le indagini personali conducono Charles su piste non battute dalla polizia, nuovi moventi emergono a rimescolare le carte, e gli alibi già traballanti dei misteriosi inquilini crollano sotto il peso di stringenti interrogativi. Non solo ci si domanda chi è l'assassino, ma se e quando colpirà ancora.

SCHEDA CRITICA - PUBBLICATA SULLA RIVISTA "FICE" VIVILCINEMA.

VERSIONE cinematografica del celebre giallo di Agatha Christie pubblicato in Italia nel 1950 con il titolo "E' un problema",  Mistero a Crooked House è un adattamento del lavoro della scrittrice inglese da parte di Julian Fellowes, sceneggiatore vincitore dell'Oscar per Gosford Park e celebrato autore della fortunata serie televisiva Downton Abbey. Il film è figlio di queste recenti suggestioni del lavoro di Fellowes: da un lato un grande cast sullo sfondo della casa di campagna di una facoltosa famiglia britannica alla fine degli anni Cinquanta, dall'altro un racconto di mistero dove un investigatore privato di non grande prestigio, ma dalla forte determinazione, si trova alle prese con l'omicidio premeditato (o per errore?) del patriarca della famiglia, circondato da  personaggi quanto meno eccentrici: cognate che trascorrono le giornate a sparare alle talpe del grande giardino, figli dalle fallite ambizioni artistiche, attrici misteriose, procaci mogli americane con un passato da donna in fuga che sembrano nascondere molto più di quanto siano pronte a mostrare. Insomma, come dice la traduzione italiana del romanzo, "è un problema" quello che il bell'investigatore interpretato da Max Irons, figlio di Jeremy, si trova davanti: tutti i protagonisti avevano un motivo per uccidere il patriarca, nonché un'opportunità. La costruzione narrativa leggermente sopra le righe propone figure eccentriche che, oltre a rivelare i legami più o meno conflittuali con il defunto, esprimono elementi significativamente peculiari della propria personalità, caratterizzando un film dove, in molti momenti, una certa teatralità dell'azione prende il sopravvento. Mettendo da parte il realismo e nascondendo le pulsioni molto umane sotto una patina glamour al limite del citazionismo, il film non offre emozioni forti a parte qualche (piccolo) colpo di scena. Al tempo stesso, tuttavia, il fascino dell'ambientazione, l'eleganza e l'originalità delle atmosfere, come i trascorsi del protagonista con la nipote della vittima rendono Mistero a Crooked House un film classico ma gradevole, con una leggerezza molto anglosassone che lo distingue dal cinema odierno, che vede il genere giallo inghiottito dal noir o dal crime, che pure sono strutturalmente e concettualmente differenti. Una storia raffinata, una narrazione non priva di una certa sensualità e un cast di grandi attori, sebbene limitati dalla coralità dell'azione nell'esprimere al meglio il proprio talento, rendono in ogni caso questo film una piacevole variazione sul tema di un testo di successo di una scrittrice immortale come Agatha Christie, della quale si è visto nel dicembre scorso un altro adattamento, il remake di Assassinio sull'Orient Express per la regia (e l'interpretazione di Poirot) di Kenneth Branagh. MARCO SPAGNOLI – VIVILCINEMA 

Martedi 30 gennaio

In prossimità del Giorno della Memoria, la Rassegna Due Città al Cinema propone un film che vuole contribuire a sensibilizzare il pubblico sulla ricorrenza internazionale che si celebra il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell'Olocausto.

Risultati immagini per signora zoo di varsaviaLA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA

REGIANiki Caro con Jessica ChastainDaniel Brühl

 

USA – 127’. Uscita al cinema il 16 novembre 2017

 

 

 

Ispirato alla storia vera di Jan e Antonina Zabinski, La signora dello zoo di Varsavia è un racconto di eroismo civile in tempo di guerra, e insieme una dichiarazione d'amore per la natura e gli animali. 

Sul finire del 1939, le truppe naziste bombardano la capitale polacca, riducendo il famoso zoo a un cumulo di macerie. Il direttore della struttura e sua moglie (Jessica Chastain) assistono impotenti all'occupazione del Paese e alla costruzione del ghetto ebraico. Ma con l'inizio delle deportazioni, nel 1942, la coppia si mobilita per nascondere intere famiglie di Ebrei all'interno del giardino zoologico, mascherato da allevamento di maiali. La villa degli Zabinski e le vecchie gabbie ancora intatte diventano un rifugio segreto al riparo dai feroci nazisti. "La casa sotto la folle stella", com'era chiamato lo zoo al tempo del suo massimo splendore, viene ricordata per aver salvato circa trecento Ebrei dal genocidio.

Martedi 6 febbraio

Risultati immagini per ritorno in borgognaRITORNO IN BORGOGNA

REGIACédric Klapisch con Pio MarmaïAna GirardotMaría ValverdeFrançois CivilJean Marc Roulot

Francia – 113’. Uscita al cinema il 19 ottobre 2017

 

 

Ritorno in Borgogna vede protagonisti tre fratelli proprietari di un grande vigneto nella regione francese. Informato della malattia terminale del padre, Jean(Pio Marmaï) torna a casa dopo dieci anni di assenza per aiutare la sorella Juliette (Ana Girardot) e il fratello Jérémie (François Civil) nella gestione della tenuta di famiglia. Ricostruire il legame non è facile e i rapporti ormai incrinati minacciano di interferire nella raccolta. La morte del padre poco prima della vendemmia infatti, investe i tre figli di responsabilità più grandi di loro. Con l'avvicendarsi delle stagioni e la collaborazione costante, i tre aspiranti viticoltori riscoprono e reinventano i loro legami familiari, grazie alla passione per il vino che li unisce fin da bambini.

 

Martedi 13 febbraio

Risultati immagini per the big sickTHE BIG SICK

REGIAMichael Showalter con Kumail NanjianiZoe KazanHolly Hunter

USA – 120’. Uscita al cinema il 16 novembre 2017.

Candidato all' OSCAR 2018 per la migliore sceneggiatura originale

 

 

La commedia romantica The Big Sick è basata su una sceneggiatura scritta a quattro mani da Kumail Nanjiani (anche attore protagonista) ed Emily V.Gordon, e racconta la vera storia del loro primo incontro.

Durante uno dei suoi spettacoli serali, l'attore comico Kumail (Nanjiani) nota nel pubblico la bella Emily Gardner (Zoe Kazan), e alla fine dello show le chiede di uscire. Tra i due nasce prima un'intesa e poi un'appassionata storia d'amore, destinata a incontrare i pregiudizi delle rispettive famiglie. Quella di Kumail è la tipica famiglia pakistano-musulmana legata alle tradizioni, compresa quella del matrimonio combinato. Mentre i genitori di Emily, Beth (Holly Hunter) e Terry (Ray Romano), sono una coppia di cinquantenni cinici e disillusi. Sarà la grave malattia che colpirà la ragazza a dare a Kumail il coraggio di ribellarsi alle rigide imposizioni familiari e provare a conquistare la fiducia della madre e il padre di Emily. 

Il film ha ricevuto il prestigioso Premio del Pubblico dopo il grande successo della proiezione in Piazza Grande al ’70 Locarno Festival, nell'agosto dello scorso anno.

Il film arrivato a Locarno, era stato preceduto da una trionfale accoglienza al Sundance Film Festival e da un box office sorprendente negli USA (quasi 40 milioni di dollari!) tanto da farne una delle hit dell’estate.

"Era dagli anni Novanta, decennio fortunato per il genere, che una commedia romantica non lasciava sul volto un sorriso. Un sorriso persistente che ti accompagna fino a casa." (Mymovies.com)

 

Martedi 20 febbraio

Risultati immagini per the squareTHE SQUARE

REGIARuben Östlund con Elisabeth MossDominic WestClaes BangssDominic WestClaes Bang

Svezia, Germania, Francia, Danimarca -  145’. Uscita al cinema il 09 novembre 2017.

VINCITORE DELLA PALMA D’ORO – CANNES 2017

Candidato all' OSCAR 2018 per il miglior film in lingua straniera

 

Protagonista del film è Christian, curatore di un importante museo di arte contemporanea di Stoccolma, nonché padre amorevole di due bambine. Nel museo c'è grande fermento per il debutto di un'installazione chiamata "The Square", che invita all'altruismo e alla condivisione, ma quando gli viene rubato il cellulare per strada, Christian reagisce in modo scomposto, innescando una serie di eventi che precipitano la sua vita rispettabile nel caos più completo.

Dopo la Palma d’Oro il film si aggiudica anche 6 premi EFA, trionfando all’European Film Award, l’Oscar Europeo, ed altri 17 prestigiosi premi internazionali

 

Martedi 27 febbraio

Risultati immagini per corpo e animaCORPO E ANIMA

REGIAIldikó Enyedi con Géza MorcsányiAlexandra Borbély

Ungheria – 116’. Uscita al cinema il 04 gennaio 2018.

 

VINCITORE DELL' ORSO D’ORO – BERLINO 2017.

Candidato all' OSCAR 2018 per il miglior film in lingua straniera

 

Endre, direttore amministrativo di un mattatoio industriale, è sospettoso nei confronti di Mária, nuova responsabile del controllo qualità inviata dalle autorità. Endre pensa che Mária sia eccessivamente formale e troppo concentrata su sé stessa. E trova anche che sia troppo severa nel valutare la qualità delle carni. Semplicemente, Mária applica sul lavoro lo stesso ordine che utilizza nella gestione della sua vita. Nel corso di colloqui di routine, una psicologa scopre che Mária ed Endre condividono lo stesso ricorrente sogno. Introversi, non sanno che cosa significhi e si sentono a disagio. Il giorno successivo verificano un'altra volta: hanno fatto ancora lo stesso identico sogno. Diventa così chiaro che Mária ed Endre si incontrano ogni notte in un territorio comune: una foresta innevata, calma, dove sono due leggiadri cervi che si amano. Esitando, Mária ed Endre accettano quella strana coincidenza. Non possono ignorare l'intimità che li lega così facilmente nei loro sogni. Per due persone in apparenza del tutto estranee all’amore non è semplice ricreare nell'ampia luce del giorno la relazione armoniosa delle loro notti solitarie...

 

Martedi 6 marzo

Risultati immagini per mr oveMR. OVE

REGIAHannes Holm con Rolf Lassgård.

Svezia – 116’. Uscita al cinema il 31 ottobre 2017.

 

 

 

Mr. Ove (Rolf Lassgård) è un anziano burbero che orchestra rigidamente la vita di quartiere, bacchettando senza riguardo il vicinato: non perdona chi parcheggia l'auto in doppia fila e chi sbaglia la differenziata, condanna il disordine e gli schiamazzi, il calpestio dei tacchi, il latrare dei cani e il vagabondare dei gatti (specialmente di un randagio spelacchiato che per ripicca continua a fare pipì davanti alla sua porta). L'atteggiamento intransigente di Ove si ammorbidisce dopo l'incontro con l'iraniana Parvaneh (Bahar Pars), la nuova vicina, da poco trasferita nella casa di fronte con il marito e i due figlioletti. Smessi i panni di ispettore del vialetto, insieme a quelli di vigilante dei parcheggi e della spazzatura, l'inquilino solitario si apre a una tenera e inaspettata amicizia.

Apprezzato in tutto il mondo il film svedese entra nella cinquina dei candidati all’Oscar 2017 per il miglior film straniero, dopo essersi aggiudicato il premio EFA 2016

 

Martedi 13 marzo

LRisultati immagini per la ruota delle meraviglieA RUOTA DELLE MERAVIGLIE

REGIAWoody Allen con Kate WinsletJustin TimberlakeJuno TempleJames Belushi

USA – 101’. Uscita al cinema il 14 dicembre 2017.

 

 

 

Firmato dall'eclettico Woody AllenLa Ruota delle Meraviglie (Wonder Wheel) ha come sfondo la pittoresca Coney Island, con la spiaggia, la passerella e le scintillanti attrazioni lungo il litorale. 

1950, le vite di quattro personaggi si intrecciano ai piedi della celebre ruota panoramica costruita negli anni venti: quella dell'imbronciata e malinconica Ginny (Kate Winslet), ex attrice emotivamente instabile, ora cameriera presso un modesto ristorante di pesce; di suo marito Humpty (Jim Belushi), rozzo manovratore di giostre; del giovane Mickey (Justin Timberlake), un bagnino di bell'aspetto che coltiva aspirazioni da commediografo; e della ribelle Carolina(Juno Temple), la figlia che Humpty non ha visto per molto tempo e che ora è costretta a nascondersi nell'appartamento del padre per sfuggire a un gruppo di spietati gangster che le dà la caccia. 

La pittoresca boardwalk fa da sfondo a un racconto fatto di fragili speranze e nuovi sogni, passione e tradimenti, corteggiamenti nervosi e impacciati in puro stile Allen, in un clima di inganno e tensione che stride con le luci delle giostre, l'ilarità e la spensieratezza dei bagnanti. A complicare la situazione l'intromissione sgradita (solo ai personaggi del film) di Max Casella, Steve Schirripa e Tony Sirico.

Con La Ruota delle Meraviglie, Woody Allen torna negli Stati Uniti per la terza volta di fila dopo Irrational Man e Café Society, a soli tre anni dalla fine di una sorta di tour spaziotemporale che l'ha portato ripetutamente in Europa. Dalla Barcellona di qualche anno fa (Vicky Cristina Barcelona, 2008) alla Londra contemporanea (Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni, 2010), dalla Parigi animata dai Roaring Twenties (Midnight in Paris, 2011) alla Roma dei nostri giorni (To Rome with Love, 2012), per finire sulla Costa Azzurra dei primi anni '30 (Magic in the Moonlight, 2014). Un girovagare che solo un esperto ritrattista dell'animo umano come Allen avrebbe potuto arricchire di personaggi tanto tormentati e scombussolati quanto affascinanti.

 

Martedi 20 marzo

Risultati immagini per l'insultoL’INSULTO

REGIAZiad Doueiri con Adel KaramKamel El Basha

Libano – 110’. Uscita al cinema il 06 dicembre 2017.

Candidato all' OSCAR 2018 per il miglior film in lingua straniera

 

 

 

Un litigio nato da un banale incidente porta in tribunale Toni e Yasser. La semplice questione privata tra i due si trasforma in un conflitto di proporzioni incredibili, diventando a poco a poco un caso nazionale, un regolamento di conti tra culture e religioni diverse con colpi di scena inaspettati. Toni, infatti, è un libanese cristiano e Yasser un palestinese. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in quell'occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente.

Presentato a Venezia 2017, viene candidato al Leone d’Oro per il miglior film.Il protagonista Kamel El Basha si aggiudica la Coppa Volpi per il miglior attore.

 

Martedi 27 marzo

Risultati immagini per una questione privataUNA QUESTIONE PRIVATA

REGIAPaolo TavianiVittorio Taviani con Luca Marinelli

Italia – 84’ . Uscita al cinema il 01 novembre 2017.

 

 

 

Tratto dall'omonimo romanzo di Beppe Fenoglio, Una questione privata segue le vicende del giovane partigiano Milton (Luca Marinelli), innamorato della bella Fulvia, ne perde le tracce durante la guerra di resistenza nelle Langhe. Sullo sfondo della battaglia partigiana, il protagonista intraprende un eroico viaggio alla ricerca dell'amore perduto e della verità che ruota attorno ad esso. Grazie alla complicità della custode della villa (Anna Ferruzzo) dove i due innamorati passavano le loro serate, Milton scopre il terribile segreto che traccerà la sua strada: contorta e pericolosa, disseminata di nemici e insormontabili sfide.

_____________________________________________________________________

INFORMAZIONI: Cinema Margherita 0124.657523 - Biblioteca Civica di Cuorgnè 0124.655252 - Biblioteca Comunale di Rivarolo 0124.26377

INTERNET: www.cinemamargherita.net E-MAIL: info@cinemamargherita.net

PROIEZIONI: il MARTEDI presso il Cinema Margherita di CUORGNE’- ore 21:30

ABBONAMENTI: 10 film in prevendita a € 22,00 - INGRESSI: € 5,00

___________________________________________________________________g

____________________________________________________________

Seguiteci anche sulla nostra pagina Facebook al seguente link: https://m.facebook.com/cinemamargheritacuorgne/

____________________________________________________________

ACCEDI A TUTTE LE SEZIONI CLICCANDO SOPRA SU "IN PROGRAMMAZIONE"

____________________________________________________________________

 
PREZZI DI INGRESSO

1.       FILM IN PROIEZIONE NORMALE 2D:

a.      INTERI   €   7,00

b.      RIDOTTI €  5,00

2.       FILM IN PROIEZIONE TRIDIMENSIONALE 3D:

a.      INTERI €   10,00 *

b.      RIDOTTI €  8,00 *

3.       RASSEGNA “DUE CITTA’ AL CINEMA”

a.       ABBONAMENTI SERIE DI 10 FILM € 22,00

b.      INGRESSO SINGOLO - UNICO €  5,00

I biglietti ridotti vengono rilasciati a:

a.       JUNIOR Ragazzi fino a 11 anni di età

b.      SENIOR Oltre i 65 anni di età

c.       Titolari della tessera TOSCA. accedi al sito Tosca cliccando sul link

http://torinoshowcard.it/

d.      Il LUNEDI a tutti gli spettatori (eccetto festivi, prefestivi, festività natalizie)

e.      Nei giorni feriali esclusi festivi e prefestivi a titolari di tessere Agis, AIACE, STUDENTI UNIVERSITARI

(*) Il costo dei biglietti 3d comprende l’uso gratuito degli speciali occhialini 3D DOLBY, con lenti in cristallo di alta qualità

Martedi 20 febbraio

Risultati immagini per the squareTHE SQUARE

REGIARuben Östlund con Elisabeth MossDominic WestClaes BangssDominic WestClaes Bang

Svezia, Germania, Francia, Danimarca -  145’. Uscita al cinema il 09 novembre 2017.

VINCITORE DELLA PALMA D’ORO – CANNES 2017

Candidato all' OSCAR 2018 per il miglior film in lingua straniera

 

Protagonista del film è Christian, curatore di un importante museo di arte contemporanea di Stoccolma, nonché padre amorevole di due bambine. Nel museo c'è grande fermento per il debutto di un'installazione chiamata "The Square", che invita all'altruismo e alla condivisione, ma quando gli viene rubato il cellulare per strada, Christian reagisce in modo scomposto, innescando una serie di eventi che precipitano la sua vita rispettabile nel caos più completo.

Dopo la Palma d’Oro il film si aggiudica anche 6 premi EFA, trionfando all’European Film Award, l’Oscar Europeo, ed altri 17 prestigiosi premi internazionali

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
______________

LE SCHEDE CRITICHE DEI FILM DEL MARTEDI

 

MISTERO A CROOKED HOUSE

di Gilles Paquet-Brenner

Titolo originale: Crooked House Sceneggiatura: Julian Fellowesjim Rose Price, Gilles Paquet-Bren­ner dal romanzo di Agatha Christie Fotografia: Sebastian Wintero Montaggio: Peter Christelis Musiche: Hugo De Chaire Interpreti: Max Irons, Christina Hendricks, Gillian Anderson, Glenn Close, Stefanie Martini, Terence Stamp, Julian

VERSIONE cinematografica del celebre giallo di Agatha Christie pubblicato in Italia nel 1950 con il titolo "E' un problema",  Mistero a Crooked House è un adattamento del lavoro della scrittrice inglese da parte di Julian Fellowes, sceneggiatore vincitore dell'Oscar per Gosford Park e celebrato autore della fortunata serie televisiva Downton Abbey. Il film è figlio di queste recenti suggestioni del lavoro di Fellowes: da un lato un grande cast sullo sfondo della casa di campagna di una facoltosa famiglia britannica alla fine degli anni Cinquanta, dall'altro un racconto di mistero dove un investigatore privato di non grande prestigio, ma dalla forte determinazione, si trova alle prese con l'omicidio premeditato (o per errore?) del patriarca della famiglia, circondato da  personaggi quanto meno eccentrici: cognate che trascorrono le giornate a sparare alle talpe del grande giardino, figli dalle fallite ambizioni artistiche, attrici misteriose, procaci mogli americane con un passato da donna in fuga che sembrano nascondere molto più di quanto siano pronte a mostrare. Insomma, come dice la traduzione italiana del romanzo, "è un problema" quello che il bell'investigatore interpretato da Max Irons, figlio di Jeremy, si trova davanti: tutti i protagonisti avevano un motivo per uccidere il patriarca, nonché un'opportunità. La costruzione narrativa leggermente sopra le righe propone figure eccentriche che, oltre a rivelare i legami più o meno conflittuali con il defunto, esprimono elementi significativamente peculiari della propria personalità, caratterizzando un film dove, in molti momenti, una certa teatralità dell'azione prende il sopravvento. Mettendo da parte il realismo e nascondendo le pulsioni molto umane sotto una patina glamour al limite del citazionismo, il film non offre emozioni forti a parte qualche (piccolo) colpo di scena. Al tempo stesso, tuttavia, il fascino dell'ambientazione, l'eleganza e l'originalità delle atmosfere, come i trascorsi del protagonista con la nipote della vittima rendono Mistero a Crooked House un film classico ma gradevole, con una leggerezza molto anglosassone che lo distingue dal cinema odierno, che vede il genere giallo inghiottito dal noir o dal crime, che pure sono strutturalmente e concettualmente differenti. Una storia raffinata, una narrazione non priva di una certa sensualità e un cast di grandi attori, sebbene limitati dalla coralità dell'azione nell'esprimere al meglio il proprio talento, rendono in ogni caso questo film una piacevole variazione sul tema di un testo di successo di una scrittrice immortale come Agatha Christie, della quale si è visto nel dicembre scorso un altro adattamento, il remake di Assassinio sull'Orient Express per la regia (e l'interpretazione di Poirot) di Kenneth Branagh.

MARCO SPAGNOLI – VIVILCINEMA 

________________________________

LA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA

di Niki Caro

Titolo originale:The zookeeper's wife Sceneggiatu­ra: Angela Workman dal romanzo di Diane Ackerman Fotografia: Andrij Parekh Montaggio: David Coul-son Interpreti: Jessica Chastain, Johan Hendel-bergh, Daniel Briihl Produzione: Scion Films, Czech Anglo Productions, LD Entertainment, Rowe/Miller Productions Distribuzione: M2 Pictu-res Repubblica Ceca/Gran Bretagna/Usa 2017 colore 127'

IL FILM della neozelandese Niki Caro (La ragazza delle balene), tratto dal libro di Diane Ackerman, rientra nel solco dei film post-Schindler's list su uomini e donne che rischiano la vita per salvare quella degli altri. La signora del titolo è Antonina Zabinski, che dirige lo zoo di Varsavia insieme al marito Jan e che, all'invasione tedesca e in seguito al parziale smantellamento dello zoo, decide di nascondere quanti più ebrei le è possibile proprio nel luogo che una volta ospitava gli animali dei quali si è occupata per tutta la vita. Come spesso accade, lo spirito panteistico e naturalistico della scrittura della Ackerman si perde nella trasposizione cinematografica, un film d'impegno civile che rischia di sciogliersi nei toni "soap" del filo narrativo. Caro e la sceneggiatrice Angela Workman fanno il Possibile per mantenere le metafore del libro, come il rapporto tra Antonina e gli animali che si trasforma in quello con le persone fragili e terrorizzate nascoste nei sotterranei dello zoo, a pochi passi dai soldati. Le sequenze del ghetto di Varsavia sono crude e potenti, il gesto degli Zabinski meritava di essere raccontato al cinema e l'ottica terribile, al tempo stesso salvifica di uno "zoo umano" che sopravvive alle atrocità della guerra è senza dubbio interessante; tuttavia, i livelli narrativi del romanzo si perdono, così come la complessità dei protagonisti. La relazione, dapprima idilliaca poi difficile tra Antonina e Jan, come quella ambigua ma necessaria tra lei e lo zoologo nazista Lutz Heck, rimangono in superficie e decisamente a tinte rosa. Jessica Chastain, giusta per il ruolo sebbene beatificata da scrittura e messa in scena, nella versione originale recita con uno strano accento dell'Est, e stavolta il doppiaggio corre in aiuto. Johan Hendelbergh (Jan) rimane ai margini ma, quando c'è, illumina la scena, mentre Daniel Brùhl umanizza il personaggio di capo zoologo nazista con debolezze ed eccessi ben calibrati. Un lavoro più incisivo di scrittura e regia avrebbe fatto fare un salto di qualità al film, che resta un prodotto ben confezionato e affascinante.

CHIARA BARBO - VIVILCINEMA

__________________________________________________________________________

RITORNO IN BORGOGNA

di Cédric Klapish

Titolo originale: Ce qui nous lie Sceneggiatura: Cédric Klapisch, Santiago Amigorena Fotografia: Alexis Kavyrchine Montaggio: Anne-Sophie Bion Musiche: Kraked Unit Interpreti: Pio Marmai, Ana Girardot, Frangois Ci vii, Jean-Marc Roulot, Maria Valverde, Eric Caravaca Produzione: Ce Qui Me Meut Distribuzione: Officine Ubu Francia 2017 colore 113'

È UN FILM malinconico quello che Cédric Klapisch ci offre con Ritorno in Borgogna. Il regista s'interroga sull'elaborazione del lutto, sulla trasmissione dei valori da una generazione all'altra e soprattutto sull'eredità paterna.

La storia è raccontata attraverso il punto di vista di Jean, il maggiore di tre fratelli che ritorna dopo dieci anni d'assenza nel villaggio della sua infanzia, in Borgogna, dove ancora vivono la sorella Juliette e il fratello Jérémie. Il padre è in fin di vita e muore qualche giorno dopo. I fratelli ereditano la tenuta vinicola di famiglia e devono fare immediatamente i conti con l'enorme tassa di successione che pesa sull'eredità. È tempo di vendemmia e bisogna mettersi al lavoro: i gesti che ciascun fratello ha imparato durante l'infanzia e l'adolescenza, e che ciascuno di loro pratica quotidianamente (tutti e tre sono diventati viticoltori), si ripetono ancora una volta nel rispetto dei cicli naturali. Questa volta però i gesti legati al mestiere hanno un sapore particolare, perché per la prima volta i fratelli li compiono insieme e per la prima volta in assenza del padre. I ricordi affiorano, il dolore esplode, il legame fraterno rinvigorisce.

Jean e Jérémie sono già padri: Jean, che da alcuni anni vive in Australia, ha un figlio di cinque anni; Jérémie, che è rimasto in Borgogna, ha un bambino di pochi mesi. Per Jean l'assunzione delle responsabilità di padre acquista nuova consapevolezza con il ritorno in Francia e con la necessità di fare i conti con il rapporto con la figura paterna, da cui è fuggito molti anni prima. La perdita lo guida inaspettatamente verso una conoscenza più ricca e più profonda del genitore e l'aiuta a vedere più chiaramente i propri obiettivi. Per Juliette, single e senza figli, la vicinanza dei fratelli è un sostegno durante l'elaborazione del lutto: anche per lei la morte del padre è un nuovo inizio, che la vede fiorire come donna e farsi interprete dei valori di famiglia. Sono belli i tre fratelli di Ritorno in Borgogna, fragili e forti, e forse il fatto che ad interpretarli siano attori non particolarmente noti rende i loro ritratti ancor più convincenti. Il film è appesantito da alcune scelte narrative (la reiterata presenza dei fantasmi dell'infanzia, per esempio) e dall'insistenza talvolta eccessiva sui particolari del mondo viticolo: il ritmo rallenta e il film risulta troppo lungo, ma resta il bel racconto del potere trasformativo della morte.

SILVIA ANGRISANI – VIVILCINEMA 

________________________________

THE BIG SICK

Di Michael Showalter

Sceneggiatura: Emily V. Gordon, Kumail Nanjiani Fotografia: Brian Burgoyne Montaggio: Robert Nassau Musiche: Michael Andrews Interpreti: Kumail Nanjiani, Zoe Kazan, Holly Hunter, Ray Roma­no Produzione: FilmNation Distribuzione: Cine­ma Usa 2017 .colore 120'

ROMANTICA e brillante commedia drammatica, con una sceneggiatura scintillante ricca di sottigliezze e finezze psicologiche che ricostruiscono episodi di vita vissuta, The big sick racconta dubbi e incertezze dell'amore, la difficoltà di mostrarsi e comprendersi tra eterni conflitti etnici e differenti visioni dell'esistenza. È un film adulto che supera il folclorismo manieristico e il tono farsesco delle commedie inglesi anni Novanta alla East is east e la ribellione anarchica delle denunce di Frears e Kureishi, senza nostalgia e con sorprendente vitalità. Puntando sull'imprevedibilità del quotidiano e le sorprendenti combinazioni del destino, scherza sulla malattia con una struttura narrativa dinamica e prende in prestito situazioni e meccanismi della commedia sofisticata. Rivelazione dell'anno al Sundance Festival e vincitore del Premio del pubblico al festival di Locamo, The big sick è un felice connubio di solitudini e inadeguatezze che prende in giro i matrimoni combinati e il senso di estraneità al presente, puntando sull'analisi psicologica degli apolidi, sul sospetto e la psicosi degli americani verso gli islamici. Percorso da una contagiosa malinconia esistenziale e dal senso di inadeguatezza, il film, eccentrico e leggero, strizza l'occhio ai paradossi culturali e sociali, sfruttando comicamente equivoci e malintesi, mutuando dialoghi e situazioni predilette da Billy Wilder e Ang Lee. Kumel, un comico che si guadagna da vivere facendo il tassista per Uber, cerca di liberarsi dal peso delle tradizioni pakistane e di conciliare le sue ambizioni con le nuove prospettive dopo essersi stabilito negli Stati Uniti. Innamoratosi di una studentessa di psicologia, è costretto a fronteggiare le imposizioni familiari e i rischi di unioni concordate. Esilarante e dolente nella definizione delle ragioni del cuore, animato dalla magnifica e stravagante presenza di Holly Hunter e con il tocco comico della produzione di Judd Apatow, cronista spregiudicato delle nevrosi e crisi dei quarantenni, il film è un incontro etnico che segna amarezze e rinunce, sfrutta complessi e contraddizioni dell'inadattabilità, scherzando sulla mancanza di autodeterminazione. Con un tocco di classe e leggerezza nella definizione di caratteri e di imprevisti, punta sull'effetto straniante dell'impatto con situazioni sconosciute: il regista riesce a modulare affetti e commozione, restando in convincente equilibrio tra lacrime indù e idee liberal, con la freschezza dell'incoscienza amorosa. The big sick trae forza dalla piacevolezza dei toni, riuscendo a infrangere con spensieratezza il tabù della malattia e a rappresentare la distanza tra generazioni, gli obblighi morali e culturali di etnie diverse e contrapposte.

DOMENICO BARONE - VIVILCINEMA

__________________________________

THE SQUARE

di Ruben Ostlund

Sceneggiatura: Ruben Ostlund Fotografia: Fredrik Wenzel Montaggio: Ruben Ostlund, Jacob Secher Schulsinger Interpreti: Cìaes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Christopher Laess0, Marina Schiptjenko ...Produzione: Plattform Produktion, Essential Films, Parisienne, Film I Vàst, Arte France Cinema Distribuzione:Teodora Film Sve­zia/Germania/Francia/Danimarca 2017 colore 142'

OCCIDENTALI'S Palma. A Cannes 70 ha vinto la Palma d'oro The square dello svedese Ruben Ostlund, che dopo Forza maggiore perfeziona la cifra etologica del suo cinema: un direttore di museo, il tragicomico della vita, l'arte che, complice un performer scimmiesco, si scrolla di dosso l'accademia e torna a épater les bourgeois. Sulla Croisette non era tra i favoriti per la vittoria ma non ha rubato nulla: non è quadrato, al contrario di quel che promette il titolo è un po' troppo lungo e non sa bene come finire ma in mezzo ha ironia, acutezza d'indagine e nonsense da vendere. Godibile, e non può non tornare in mente, anche perché a Cannes venne presentata 53 anni fa, La donna scimmia di Marco Ferreri, altro colpo in pancia, e di teatro, all'arte museale e museificata, ovvero inerte. La scimmia è centrale, come il performer che la scimmiotta: l'Oleg finzionale è Terry Notary, che dal 2001 in poi ha dato movenze e molto altro agli antropomorfi della saga di Planet of the apes. Lì performance e motion capture per coreografare gli scimmieschi movimenti, qui viceversa è a torso nudo, e la sua irascibile e sfrenata umanità contrasta la calma, la seraficità della giornalista incarnata da Elisabeth Moss: "Può succedere qualunque cosa quando appare una scimmia dentro una stanza. Credo che a noi piaccia guardarle perché ci ricordano i nostri istinti primordiali", ha spiegato Ostlund. La scimmia ci folgora, ci disturba, ci sfida, ci fa incespicare e, addirittura, volgere indietro sulla strada dell'evoluzione, e che un etologo dello sguardo come Ostlund se ne sia servito non deve stupire. La scimmia nuda di Desmond Morris, già citata da Gabbani, torna buona, la disamina lucida e folle insieme del politicamente corretto pure, e a farne le spese è il protagonista Christian (Claes Bang), divorziato, due figli, direttore di un museo d'arte contemporanea. La prossima mostra, dal titolo "The square", è un'installazione tesa a promuovere l'altruismo, l'accoglienza, la condivisione ma che succede se un granello di polvere opportunistica, ovvero disgraziata, entra in questo oliato, anodino e però solidale meccanismo? Ostlund indaga, segue passo passo, analizza e distanzia, allarga e avvicina, mettendo nel quadrato quel che avevamo già apprezzato nel migliore Forza maggiore: l'insostenibile leggerezza dell'istinto di sopravvivenza, sia essa esistenziale o professionale, su un basso continuo che nella (mancata) tragedia trova sempre l'occasione di una sacrosanta risata. Avercene di queste intenzioni, di questi esiti, di queste coazioni a ripetere: sì, il regista svedese si ripeterà con Triangle of sadness, satira sul mondo della moda. Spunterà un'altra scimmia?

FEDERICO PONTIGGIA - VIVILCINEMA

_________________________________

CORPO E ANIMA

Di lldiko Enyedi

Titolo originale: Testrol es lelekrol Sceneggiatura: lldiko Enyedi Fotografia: Mate Nerbai Montag­gio: Karoly Szalai Musiche: Adam Balasz Inter­preti: Alexandra Borbely, Geza Morcsanyi, RekaTen-ki, Zoltan Schneider Produzione: Inforg - M&M Film Distribuzione: Movies Inspired Ungheria 2017 colore 115'

DUE CERVI, un maschio e una femmina, in un bosco innevato. Una mucca che guarda verso il sole splendente di una giornata estiva prima di andare incontro al proprio destino. Lo stesso sole da cui il protagonista maschile si lascia avvolgere, che quello femminile scansa. Sono le coordinate che danno l'avvio a un film di grande eleganza formale, suggestivo e intrigante, vincitore dell'Orso d'oro all'ultima Berlinale (dove ha vinto anche il premio Fipresci della stampa internazionale) e candidato al Premio EPA del cinema europeo. Endre è il direttore di un mattatoio, Maria viene assunta come addetta al controllo di qualità. Sono entrambi solitari: lui ha un braccio offeso, lei si irrigidisce quando viene sfiorata o trattata confidenzialmente. In più è estremamente pignola, quasi maniacale, che si tratti di tenere in ordine la casa o di attribuire il livello B alle bestie macellate se a occhio sono soltanto di 2 millimetri più larghe di quanto prescritto. Il film è soprattutto la cronaca, lenta e densa di insidie, dello sbocciare di un amore "tardivo" tra due anime gemelle che scoprono di esserlo a partire dal sogno in comune, quello dei cervi nella neve, splendida metafora di un obiettivo tanto distante da apparire irraggiungibile, persino per lo spettatore che sembra arrendersi proprio quanto i due "cervi". Non è una storia d'amore hollywoodiana, d'altronde, anche se la regista lldiko Enyedi, classe 1955, è nota anche negli Stati Uniti per II mio XX secolo e per Simon Magus; l'autrice riserva maggiore attenzione al personaggio femminile, particolarmente problematico, della quale si intuisce un difficile percorso di crescita, forse traumatica, con un'assimilazione quasi autistica di dettagli e numeri e un'incapacità cronica a rapportarsi col mondo esterno. Quanto a Endre, più anziano, si direbbe che abbia già avuto le proprie esperienze e che le affinità elettive, o meglio oniriche con Maria potranno forse fargli tornare la voglia di mettersi in gioco. Il percorso più duro di risalita e autoanalisi spetta proprio alla donna, e non sarà scevro di ostacoli: da questo punto di vista, il film richiede attenzione, complicità se non immedesimazione, magari uno stomaco forte (e il superamento della sensazione di improbabilità) non necessariamente per via del mattatoio modello, di cui si vede prevalentemente la mensa dove i nostri eroi, e i loro colleghi non meno stressati, vengono a confronto. I cervi si incontreranno nella vita reale? Riusciranno a vivere in prima persona quanto è romanticamente sviluppato, in sincronia e con una fascinazione dal sapore letterario, in forma onirica? Ad ingentilire l'atmosfera talora un po' fredda, una dolcissima ballata di Laura Marling.

MARIO MAZZETTI - VIVILCINEMA

_____________________________

MR. OVE

di Hannes Holm

Titolo originale: En man som heter Ove Sceneg­giatura: Hannes Holm dal romanzo di Fredrik Back-man Fotografia: Goran Hallberg Montaggio: Fre­drik Morheden Musiche: Gaute Storaas Interpre­ti: Rolf Lassgàrd, Bahar Pars, Filip Berg, Ida Engvoll Produzione:TreVanner Produktion, Film i Vast, Nor-disk Film, Fantefilm Distribuzione: AcademyTwo Svezia 2015 colore 116'

OVE è il classico anziano brontolone: a 59 anni (mal portati), dopo 43 di lavoro, viene pensionato dall'azienda in cui ha sempre lavorato. Vedovo da poco, vive in un comprensorio residenziale di cui è stato amministratore, e continua a comportarsi come un acido ispettore dell'altrui condotta, sorvegliando la differenziata, i rifiuti, le bici mal parcheggiate, reclamando i propri diritti con le povere commesse: insomma, un gran rompiscatole. Proprio in occasione del licenziamento, dopo l'ennesima visita alla moglie defunta decide di farla finita, ma anche con una corda al collo dal soggiorno di casa non riesce a non notare le pecche altrui. È così che s'imbatte nei nuovi vicini, una gentile iraniana di nome Parvaneh e il marito svedese con figlie. All'inizio tenta di scansarli, maltrattandoli come maltratta gli altri vicini, tra cui un'anziana donna con marito invalido che ebbe il torto di rimpiazzarlo nell'incarico condominiale. Durante l'ennesimo tentativo (rigorosamente fallito) di togliersi la vita, nell'attimo in cui inizia ad essere incosciente gli appare (e a noi con lui, in flashback) il primo dei ricordi di una vita, dalla giovane età orfano di madre fino all'incontro con l'amata moglie Sonja e alla vita insieme. Basta distrarsi un attimo, cedere un palmo alla gentilezza e alla cura delle relazioni umane per ritrovarsi in un ambito di affettività ormai desueto: anche se in zona Cesarini, Ove scopre che vale la pena vivere la vita da una prospettiva diversa. Per quanto amaro e malinconico, anche grazie all'accurata interpretazione di Rolf Lassgàrd (noto per diversi film danesi, un ruolo in Downsizing di Alexander Payne) il film ha vinto il Premio Efa del cinema europeo per la migliore commedia. In salsa scandinava, certo, eppure la storia di una vita condensata in meno di due ore, tra ostica diffidenza e il rimpianto della felicità perduta, ha un che di appagante per la compiutezza di un percorso sulla terra in cui, anche mettendocela tutta a ignorare il prossimo, non si può non lasciare un segno. Per quanto tradizionale nell'impianto narrativo, con la rievocazione di fatti e incontri salienti, Mr. Ove si lascia apprezzare per lo stile mai sopra le righe, per una compostezza che non lascia mai spazio alla retorica, con una robustezza di matrice letteraria (il film è tratto dal romanzo di Fredrik Bachman) che arricchisce una regia senza guizzi. Rivolto prioritariamente a un pubblico dall'età non troppo distante da quella del protagonista, che apprezzerà maggiormente la ricostruzione dell'idillio con la defunta moglie, doppiato nell'edizione italiana da Massimo Lopez, il film ha fatto breccia anche al di fuori della Scandinavia, arrivando alla cinquina del miglior film straniero agli Oscar 2017 e guadagnandosi il diritto a un futuro remake americano, prodotto e interpretato da Tom Hanks.

MARIO MAZZETTI - VIVILCINEMA

____________________________

L'INSULTO

di Ziad Doueiri

Titolo originale: L'insulte Sceneggiatura: Ziad Doueiri, JoèlleTouma  Fotografia:Tommaso FioriIii Montaggio: Dominique Marcombe Musiche: Eric Neveux Interpreti: Adel Karam, Kamel Ei Basha, Camille Salameh, Diamand Bou Abboud, Rita Hayek Produzione: Rouge International, Tessalit Produc-tions, Ezekiel Films, Scope Pictures, Douri Films, Cohen Media Group Distribuzione: Lucky Red Francia/Belgio/Cipro/Libano2017 colore 112'

È UN APOLOGO sui conflitti insanabili che insanguinano il Medio Oriente (ma naturalmente si potrebbe estendere a tanti altri scenari), che riemergono da parole e situazioni insignificanti a dimostrazione che traumi e ferite, anche a distanza di anni, rimangono insanabili e basta un niente per farle sanguinare. Stiamo parlando del bel film franco-libanese di Ziad Doueiri, L'insulto. L'insulto del titolo è reciproco: il primo a lanciarlo è l'abile e scrupoloso capomastro palestinese Yasser (Kamel El Basha, che ha ricevuto la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia per l'interpretazione) contro un abitante di Beirut, il cristiano militante Toni (Adel Karam). Toni è un meccanico dal carattere per niente accomodante e molto politicizzato, che si rifiuta di sistemare la grondaia del suo balcone nonostante scarichi acqua sporca in testa ai passanti. Tra i due volano parole grosse e quando Yasser, sia pur recalcitrante, si reca in officina per chiedere scusa, gesto a cui l'ha costretto il suo datore di lavoro per evitare grane, l'altro lo provoca con una frase che non può certo lasciarlo indifferente: "Sharon doveva sterminarvi tutti". Ovviamente i pregiudizi reciproci sono i veri manovratori delle parole e delle azioni di questi due uomini, che finiscono per passare alle vie di fatto in un'escalation di violenza. La diatriba, che si allarga a macchia d'olio, li porta in tribunale e il processo, nato da una lite banale, quasi condominiale, arriva a coinvolgere l'intero paese con tifoserie, scontri di piazza e tanti scheletri nell'armadio da entrambe le parti in un paese come il Libano, mai veramente pacificato e scosso da una guerra civile che sembra infinita.

Il 54enne Doueiri, che ha scritto il film con la moglie e cosceneggiatrice Joèlle Touma partendo da un episodio autobiografico, avverte sui titoli di testa che "l'opera non riflette alcuna posizione ufficiale del governo", un disclaimer che è stato necessario aggiungere per ottenere il visto di censura ad un autore già in passato censurato. Ex cameraman di Pulp fiction e Le lene, al quarto lungometraggio dopo West Beyrouth scoperto a Cannes nel 1998, il cineasta conduce per mano lo spettatore attraverso un percorso di presa di coscienza con tanti colpi di scena e l'intento morale di farci comprendere le ragioni di tutti, al di là degli stereotipi e delle opinioni precostituite, con in più lo stratagemma che i due avvocati che si fronteggiano sono legati da un vincolo speciale. Un film ben scritto e ben recitato - la Coppa Volpi avrebbe potuto segnalare entrambi gli interpreti anziché il solo Kamel El Basha -che intende rivolgersi a un pubblico molto vasto, anzi universale.

CRISTIANA PATERNO’ - VIVILCINEMA

__________________________________

-

UNA QUESTIONE PRIVATA

dei FRATELLI TAVIANI

Coverstory del numero 5 - Ottobre 2017 di VIVILCINEMA

Addio battaglie

Durante la Resistenza, il sospetto e la gelosia minano ideali e dinamiche di gruppo in "Una questione privata", tratto da Fenoglio con Marinelli, Richelmy e Belle

Debutta alia Festa di Roma per uscire subito il nuovo film dei Fratelli Taviani, Una questione privata, tratto dal romanzo di Beppe Fenoglio uscito postumo nel 1963. Ne abbiamo parlato con Paolo. Una questione privata la trattate oggi, un altro tempo rispetto alla pubblicazione del libro, un altro rispetto all'ambientazione nel 1943. Un tempo di guerra non guerreggiata, questo mondo che sembra pacifico e invece è una guerra, tutto intorno a noi. Allora c'era lo scontro violento tra il sentimento degli uomini, oggi non più. Questo, soprattutto questo ci ha fatto pensare a quella storia, perché è una storia privata: il pubblico è sotterraneo, prevale la storia d'amore. Tutto il contrario di quel che accade oggi.

INTERVISTA A PAOLO E VITTORIO TAVIANI

Perché Fenoglio?

Secondo noi è il più grande scrittore dal dopoguerra a oggi, forse insieme a Calvino, e uno dei più grandi del secolo, ma non è stato amato come meritava. L'etica del Partigiano Johnny ci ha sempre confortato nel lavoro che facciamo, ci ha aiutato ad andare avanti, ma tra una cosa e l'altra, tra progetti di altri mai siamo riusciti a portarlo sul grande o piccolo schermo. A Una questione privata come siete arrivati?

lo ero a Salina, Vittorio a Roma. Con mia moglie accendo la radio, c'era Omero Antonutti che leggeva Una questione privata: ne sono rimasto travolto, commosso, dopodiché lo chiamo per felicitarmi. Omero mi dice due cose, che quella lettura l'aveva fatta vent'anni prima e che, e la cosa lo faceva sorridere, tre minuti prima l'aveva chiamato Vittorio per lo stesso motivo. Non ci restava che riprendere in mano il libro e metterci al lavoro!

Che film è?

Tutti pensano sia un film sulla Resistenza, invece è una storia d'amore, la storia di un impazzimento, in contraddizione con il momento storico in cui si svolge. Fascismo e fascisti.

Ma come, ce lo eravamo chiesto anche noi, ancora fate i fascisti sullo schermo? Non ci pensavamo, ma quando abbiamo visto i rigurgiti in Italia ed Europa, tanto da riesumare un manifesto di Salò con un negro che allunga le mani su una donna bianca e indifesa, non ci siamo fatti alcun problema.

La storia?

Un triangolo d'amore, lui lei e l'altro, come in tanti brutti film e in tanti capolavori. È tragedia greca, Lancillotto, Ginevra e Artù come già in Bresson, ma anche nei film spettacolari americani. Non si inventa mai niente, per me l'originalità è una balla. Picasso diceva: "lo non invento, copio, e cerco di farlo meglio". Questa è una storia antica, e speriamo raggiunga e coinvolga un nuovo pubblico. Antica come?

Torna in mente 'Otello: "Ma ora, addio pensieri sereni, addio felicità, addio schiere di guerrieri piumati, addio eroiche battaglie che fanno diventare virtù l'ambizione, addio squilli di trombe, stendardi regali, addio parate e tutto ciò che era la gloria della guerra!" Questo accade anche per il nostro Milton, che dice addio alla Resistenza, le battaglie, le lotte per cui è salito in montagna: tutto è cancellato da un sentimento spaventoso, l'idea che la donna che ama sia l'amante dell'amico.

Milton è Luca Marinelli.

Ci aveva colpito molto nei film che avevamo visto, soprattutto per la potenza dello sguardo. C'è un'altra ragione, più personale: quando siamo saliti al Quirinale a ricevere il David di Donatello alla carriera c'era anche lui, ci ha presentato la persona che aveva accanto: era sua nonna. Il fatto che l'interprete di personaggi malvagi e terribili fosse lì con la nonna ci ha conquistato.

A completare il triangolo sono Lorenzo Richelmy e Valentina Belle.

Anche con loro ci siamo trovati molto bene. Richelmy ha l'aria fatua, superficiale richiesta, ma quando viene picchiato dai fascisti è stato bravissimo: gli stuntmen sono rimasti stupiti dalla sua agilità nell'incassare. Chissà, forse è la lezione americana della serie Marco Polo. Valentina Belle venne per un provino di Maraviglioso Boccaccio e ci piacque assai, ma avevamo già chiuso il casting e riuscimmo a darle una sola scena, dove fu straordinaria. Stavolta Fulvia è stata da subito lei.

Anche la nebbia sembra un personaggio.

Abbiamo girato in Val Maira, perché oggi le Langhe sono tutte vigneti, ed è lì che la nebbia comanda. Sempre presente, nemica ma anche protettiva, quindi ambigua, la nebbia è davvero un personaggio, anzi è protagonista.

FEDERICO P0NTIGGIA – VIVILCINEMA N. 5/2017

________________________________________

 

Rassegna Due Città al Cinema
da MARTEDI 16 GENNAIO LA SECONDA FASE DELLA XXXVI EDIZIONE

CITTÀ’ DI RIVAROLO                                      CITTÀ’ DI CUORGNE’

 

DUE CITTÀ’ AL CINEMA

XXXVI EDIZIONE 2017-2018

 II FASE GENNAIO - MARZO 2018

________________________________

Martedi 16 gennaio – ore 21:15

Serata inaugurale a ingresso libero di presentazione della rassegna.

Evento speciale: prima proiezione pubblica in Canavese del film

CINEMATOGRAFICA PERONA

Un film di Azzurra Fragale e Mauro Corneglio (ITA, 2017 – 41’)

Presenziano alla serata i registi, il critico cinematografico Fabio Pezzetti Tonion e Alessandro Gaido, presidente di Piemonte Movie

Cinematografica Perona di Azzurra Fragale e Mauro Corneglio è un documentario dedicato ad un secolo di proiezioni a Cuorgnè, in Canavese. Una comunità. Tre luoghi diversi, il Teatro Comunale ottocentesco, il cinema Perona inaugurato nel 1949 e dagli anni Settanta il Cinema Margherita, in cui gli eredi del pioniere Fernando Perona Sr proseguono l'attività familiare con passione e coraggio imprenditoriale.

Prodotto da Collettivo Cromocinque con il contributo di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e Archivio Mario L. G. Ceretto

Martedi 23 gennaio

MISTERO A CROOKED HOUSE

REGIAGilles Paquet-Brenner con Glenn CloseChristina HendricksGillian AndersonTerence Stamp

Gran Bretagna – 105’. Uscita al cinema il 31 ottobre 2017

 

 

 

 

 

Basato sul romanzo di Agatha Christie, edito in Italia con il titolo È un problema, Mistero a Crooked House è un giallo corale come quelli che piacciono all'autrice: un confronto incrociato tra i componenti di una ricca famiglia inglese, tra le sale della sontuosa villa del capostipite. Per ottenere finalmente la mano della bella e facoltosa Sophia Leonides (Stefanie Martini), incontrata al Cairo presso l'ambasciata inglese, il giovane investigatore privato Charles Hayward (Max Irons) deve risolvere il mistero che avvolge la morte di suo nonno, il patriarca Aristides Leonides, avvelenato da un familiare a Crooked House. Nella dimora lussureggiante, dove l'intera famiglia si è trasferita a causa della Seconda guerra mondiale, figli e nipoti del defunto puntano il dito contro Brenda (Christina Hendricks), giovane seconda moglie dell'anziano miliardario, accusata di avere una liaison sentimentale con il precettore dei nipoti. Le indagini personali conducono Charles su piste non battute dalla polizia, nuovi moventi emergono a rimescolare le carte, e gli alibi già traballanti dei misteriosi inquilini crollano sotto il peso di stringenti interrogativi. Non solo ci si domanda chi è l'assassino, ma se e quando colpirà ancora.

SCHEDA CRITICA - PUBBLICATA SULLA RIVISTA "FICE" VIVILCINEMA.

VERSIONE cinematografica del celebre giallo di Agatha Christie pubblicato in Italia nel 1950 con il titolo "E' un problema",  Mistero a Crooked House è un adattamento del lavoro della scrittrice inglese da parte di Julian Fellowes, sceneggiatore vincitore dell'Oscar per Gosford Park e celebrato autore della fortunata serie televisiva Downton Abbey. Il film è figlio di queste recenti suggestioni del lavoro di Fellowes: da un lato un grande cast sullo sfondo della casa di campagna di una facoltosa famiglia britannica alla fine degli anni Cinquanta, dall'altro un racconto di mistero dove un investigatore privato di non grande prestigio, ma dalla forte determinazione, si trova alle prese con l'omicidio premeditato (o per errore?) del patriarca della famiglia, circondato da  personaggi quanto meno eccentrici: cognate che trascorrono le giornate a sparare alle talpe del grande giardino, figli dalle fallite ambizioni artistiche, attrici misteriose, procaci mogli americane con un passato da donna in fuga che sembrano nascondere molto più di quanto siano pronte a mostrare. Insomma, come dice la traduzione italiana del romanzo, "è un problema" quello che il bell'investigatore interpretato da Max Irons, figlio di Jeremy, si trova davanti: tutti i protagonisti avevano un motivo per uccidere il patriarca, nonché un'opportunità. La costruzione narrativa leggermente sopra le righe propone figure eccentriche che, oltre a rivelare i legami più o meno conflittuali con il defunto, esprimono elementi significativamente peculiari della propria personalità, caratterizzando un film dove, in molti momenti, una certa teatralità dell'azione prende il sopravvento. Mettendo da parte il realismo e nascondendo le pulsioni molto umane sotto una patina glamour al limite del citazionismo, il film non offre emozioni forti a parte qualche (piccolo) colpo di scena. Al tempo stesso, tuttavia, il fascino dell'ambientazione, l'eleganza e l'originalità delle atmosfere, come i trascorsi del protagonista con la nipote della vittima rendono Mistero a Crooked House un film classico ma gradevole, con una leggerezza molto anglosassone che lo distingue dal cinema odierno, che vede il genere giallo inghiottito dal noir o dal crime, che pure sono strutturalmente e concettualmente differenti. Una storia raffinata, una narrazione non priva di una certa sensualità e un cast di grandi attori, sebbene limitati dalla coralità dell'azione nell'esprimere al meglio il proprio talento, rendono in ogni caso questo film una piacevole variazione sul tema di un testo di successo di una scrittrice immortale come Agatha Christie, della quale si è visto nel dicembre scorso un altro adattamento, il remake di Assassinio sull'Orient Express per la regia (e l'interpretazione di Poirot) di Kenneth Branagh. MARCO SPAGNOLI – VIVILCINEMA 

Martedi 30 gennaio

In prossimità del Giorno della Memoria, la Rassegna Due Città al Cinema propone un film che vuole contribuire a sensibilizzare il pubblico sulla ricorrenza internazionale che si celebrata il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell'Olocausto.

Risultati immagini per signora zoo di varsaviaLA SIGNORA DELLO ZOO DI VARSAVIA

REGIANiki Caro con Jessica ChastainDaniel Brühl

 

USA – 127’. Uscita al cinema il 16 novembre 2017

 

 

 

Ispirato alla storia vera di Jan e Antonina Zabinski, La signora dello zoo di Varsavia è un racconto di eroismo civile in tempo di guerra, e insieme una dichiarazione d'amore per la natura e gli animali. 

Sul finire del 1939, le truppe naziste bombardano la capitale polacca, riducendo il famoso zoo a un cumulo di macerie. Il direttore della struttura e sua moglie (Jessica Chastain) assistono impotenti all'occupazione del Paese e alla costruzione del ghetto ebraico. Ma con l'inizio delle deportazioni, nel 1942, la coppia si mobilita per nascondere intere famiglie di Ebrei all'interno del giardino zoologico, mascherato da allevamento di maiali. La villa degli Zabinski e le vecchie gabbie ancora intatte diventano un rifugio segreto al riparo dai feroci nazisti. "La casa sotto la folle stella", com'era chiamato lo zoo al tempo del suo massimo splendore, viene ricordata per aver salvato circa trecento Ebrei dal genocidio.

Martedi 6 febbraio

Risultati immagini per ritorno in borgognaRITORNO IN BORGOGNA

REGIACédric Klapisch con Pio MarmaïAna GirardotMaría ValverdeFrançois CivilJean Marc Roulot

Francia – 113’. Uscita al cinema il 19 ottobre 2017

 

 

Ritorno in Borgogna vede protagonisti tre fratelli proprietari di un grande vigneto nella regione francese. Informato della malattia terminale del padre, Jean(Pio Marmaï) torna a casa dopo dieci anni di assenza per aiutare la sorella Juliette (Ana Girardot) e il fratello Jérémie (François Civil) nella gestione della tenuta di famiglia. Ricostruire il legame non è facile e i rapporti ormai incrinati minacciano di interferire nella raccolta. La morte del padre poco prima della vendemmia infatti, investe i tre figli di responsabilità più grandi di loro. Con l'avvicendarsi delle stagioni e la collaborazione costante, i tre aspiranti viticoltori riscoprono e reinventano i loro legami familiari, grazie alla passione per il vino che li unisce fin da bambini.

 

Martedi 13 febbraio

Risultati immagini per the big sickTHE BIG SICK

REGIAMichael Showalter con Kumail NanjianiZoe KazanHolly Hunter

USA – 120’. Uscita al cinema il 16 novembre 2017.

Candidato all' OSCAR 2018 per la migliore sceneggiatura originale

 

 

La commedia romantica The Big Sick è basata su una sceneggiatura scritta a quattro mani da Kumail Nanjiani (anche attore protagonista) ed Emily V.Gordon, e racconta la vera storia del loro primo incontro.

Durante uno dei suoi spettacoli serali, l'attore comico Kumail (Nanjiani) nota nel pubblico la bella Emily Gardner (Zoe Kazan), e alla fine dello show le chiede di uscire. Tra i due nasce prima un'intesa e poi un'appassionata storia d'amore, destinata a incontrare i pregiudizi delle rispettive famiglie. Quella di Kumail è la tipica famiglia pakistano-musulmana legata alle tradizioni, compresa quella del matrimonio combinato. Mentre i genitori di Emily, Beth (Holly Hunter) e Terry (Ray Romano), sono una coppia di cinquantenni cinici e disillusi. Sarà la grave malattia che colpirà la ragazza a dare a Kumail il coraggio di ribellarsi alle rigide imposizioni familiari e provare a conquistare la fiducia della madre e il padre di Emily. 

Il film ha ricevuto il prestigioso Premio del Pubblico dopo il grande successo della proiezione in Piazza Grande al ’70 Locarno Festival, nell'agosto dello scorso anno.

Il film arrivato a Locarno, era stato preceduto da una trionfale accoglienza al Sundance Film Festival e da un box office sorprendente negli USA (quasi 40 milioni di dollari!) tanto da farne una delle hit dell’estate.

"Era dagli anni Novanta, decennio fortunato per il genere, che una commedia romantica non lasciava sul volto un sorriso. Un sorriso persistente che ti accompagna fino a casa." (Mymovies.com)

 

Martedi 20 febbraio

Risultati immagini per the squareTHE SQUARE

REGIARuben Östlund con Elisabeth MossDominic WestClaes BangssDominic WestClaes Bang

Svezia, Germania, Francia, Danimarca -  145’. Uscita al cinema il 09 novembre 2017.

VINCITORE DELLA PALMA D’ORO – CANNES 2017

Candidato all' OSCAR 2018 per il miglior film in lingua straniera

 

Protagonista del film è Christian, curatore di un importante museo di arte contemporanea di Stoccolma, nonché padre amorevole di due bambine. Nel museo c'è grande fermento per il debutto di un'installazione chiamata "The Square", che invita all'altruismo e alla condivisione, ma quando gli viene rubato il cellulare per strada, Christian reagisce in modo scomposto, innescando una serie di eventi che precipitano la sua vita rispettabile nel caos più completo.

Dopo la Palma d’Oro il film si aggiudica anche 6 premi EFA, trionfando all’European Film Award, l’Oscar Europeo, ed altri 17 prestigiosi premi internazionali

 

Martedi 27 febbraio

Risultati immagini per corpo e animaCORPO E ANIMA

REGIAIldikó Enyedi con Géza MorcsányiAlexandra Borbély

Ungheria – 116’. Uscita al cinema il 04 gennaio 2018.

 

VINCITORE DELL' ORSO D’ORO – BERLINO 2017.

Candidato all' OSCAR 2018 per il miglior film in lingua straniera

 

Endre, direttore amministrativo di un mattatoio industriale, è sospettoso nei confronti di Mária, nuova responsabile del controllo qualità inviata dalle autorità. Endre pensa che Mária sia eccessivamente formale e troppo concentrata su sé stessa. E trova anche che sia troppo severa nel valutare la qualità delle carni. Semplicemente, Mária applica sul lavoro lo stesso ordine che utilizza nella gestione della sua vita. Nel corso di colloqui di routine, una psicologa scopre che Mária ed Endre condividono lo stesso ricorrente sogno. Introversi, non sanno che cosa significhi e si sentono a disagio. Il giorno successivo verificano un'altra volta: hanno fatto ancora lo stesso identico sogno. Diventa così chiaro che Mária ed Endre si incontrano ogni notte in un territorio comune: una foresta innevata, calma, dove sono due leggiadri cervi che si amano. Esitando, Mária ed Endre accettano quella strana coincidenza. Non possono ignorare l'intimità che li lega così facilmente nei loro sogni. Per due persone in apparenza del tutto estranee all’amore non è semplice ricreare nell'ampia luce del giorno la relazione armoniosa delle loro notti solitarie...

 

Martedi 6 marzo

Risultati immagini per mr oveMR. OVE

REGIAHannes Holm con Rolf Lassgård.

Svezia – 116’. Uscita al cinema il 31 ottobre 2017.

 

 

 

Mr. Ove (Rolf Lassgård) è un anziano burbero che orchestra rigidamente la vita di quartiere, bacchettando senza riguardo il vicinato: non perdona chi parcheggia l'auto in doppia fila e chi sbaglia la differenziata, condanna il disordine e gli schiamazzi, il calpestio dei tacchi, il latrare dei cani e il vagabondare dei gatti (specialmente di un randagio spelacchiato che per ripicca continua a fare pipì davanti alla sua porta). L'atteggiamento intransigente di Ove si ammorbidisce dopo l'incontro con l'iraniana Parvaneh (Bahar Pars), la nuova vicina, da poco trasferita nella casa di fronte con il marito e i due figlioletti. Smessi i panni di ispettore del vialetto, insieme a quelli di vigilante dei parcheggi e della spazzatura, l'inquilino solitario si apre a una tenera e inaspettata amicizia.

Apprezzato in tutto il mondo il film svedese entra nella cinquina dei candidati all’Oscar 2017 per il miglior film straniero, dopo essersi aggiudicato il premio EFA 2016

 

Martedi 13 marzo

LRisultati immagini per la ruota delle meraviglieA RUOTA DELLE MERAVIGLIE

REGIAWoody Allen con Kate WinsletJustin TimberlakeJuno TempleJames Belushi

USA – 101’. Uscita al cinema il 14 dicembre 2017.

 

 

 

Firmato dall'eclettico Woody AllenLa Ruota delle Meraviglie (Wonder Wheel) ha come sfondo la pittoresca Coney Island, con la spiaggia, la passerella e le scintillanti attrazioni lungo il litorale. 

1950, le vite di quattro personaggi si intrecciano ai piedi della celebre ruota panoramica costruita negli anni venti: quella dell'imbronciata e malinconica Ginny (Kate Winslet), ex attrice emotivamente instabile, ora cameriera presso un modesto ristorante di pesce; di suo marito Humpty (Jim Belushi), rozzo manovratore di giostre; del giovane Mickey (Justin Timberlake), un bagnino di bell'aspetto che coltiva aspirazioni da commediografo; e della ribelle Carolina(Juno Temple), la figlia che Humpty non ha visto per molto tempo e che ora è costretta a nascondersi nell'appartamento del padre per sfuggire a un gruppo di spietati gangster che le dà la caccia. 

La pittoresca boardwalk fa da sfondo a un racconto fatto di fragili speranze e nuovi sogni, passione e tradimenti, corteggiamenti nervosi e impacciati in puro stile Allen, in un clima di inganno e tensione che stride con le luci delle giostre, l'ilarità e la spensieratezza dei bagnanti. A complicare la situazione l'intromissione sgradita (solo ai personaggi del film) di Max Casella, Steve Schirripa e Tony Sirico.

Con La Ruota delle Meraviglie, Woody Allen torna negli Stati Uniti per la terza volta di fila dopo Irrational Man e Café Society, a soli tre anni dalla fine di una sorta di tour spaziotemporale che l'ha portato ripetutamente in Europa. Dalla Barcellona di qualche anno fa (Vicky Cristina Barcelona, 2008) alla Londra contemporanea (Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni, 2010), dalla Parigi animata dai Roaring Twenties (Midnight in Paris, 2011) alla Roma dei nostri giorni (To Rome with Love, 2012), per finire sulla Costa Azzurra dei primi anni '30 (Magic in the Moonlight, 2014). Un girovagare che solo un esperto ritrattista dell'animo umano come Allen avrebbe potuto arricchire di personaggi tanto tormentati e scombussolati quanto affascinanti.

 

Martedi 20 marzo

Risultati immagini per l'insultoL’INSULTO

REGIAZiad Doueiri con Adel KaramKamel El Basha

Libano – 110’. Uscita al cinema il 06 dicembre 2017.

Candidato all' OSCAR 2018 per il miglior film in lingua straniera

 

 

 

Un litigio nato da un banale incidente porta in tribunale Toni e Yasser. La semplice questione privata tra i due si trasforma in un conflitto di proporzioni incredibili, diventando a poco a poco un caso nazionale, un regolamento di conti tra culture e religioni diverse con colpi di scena inaspettati. Toni, infatti, è un libanese cristiano e Yasser un palestinese. Al processo, oltre agli avvocati e ai familiari, si schierano due fazioni opposte di un paese che riscopre in quell'occasione ferite mai curate e rivelazioni scioccanti, facendo riaffiorare così un passato che è sempre presente.

Presentato a Venezia 2017, viene candidato al Leone d’Oro per il miglior film.Il protagonista Kamel El Basha si aggiudica la Coppa Volpi per il miglior attore.

 

Martedi 27 marzo

Risultati immagini per una questione privataUNA QUESTIONE PRIVATA

REGIAPaolo TavianiVittorio Taviani con Luca Marinelli

Italia – 84’ . Uscita al cinema il 01 novembre 2017.

 

 

 

Tratto dall'omonimo romanzo di Beppe Fenoglio, Una questione privata segue le vicende del giovane partigiano Milton (Luca Marinelli), innamorato della bella Fulvia, ne perde le tracce durante la guerra di resistenza nelle Langhe. Sullo sfondo della battaglia partigiana, il protagonista intraprende un eroico viaggio alla ricerca dell'amore perduto e della verità che ruota attorno ad esso. Grazie alla complicità della custode della villa (Anna Ferruzzo) dove i due innamorati passavano le loro serate, Milton scopre il terribile segreto che traccerà la sua strada: contorta e pericolosa, disseminata di nemici e insormontabili sfide.

_____________________________________________________________________

INFORMAZIONI: Cinema Margherita 0124.657523 - Biblioteca Civica di Cuorgnè 0124.655252 - Biblioteca Comunale di Rivarolo 0124.26377

INTERNET: www.cinemamargherita.net E-MAIL: info@cinemamargherita.net

PROIEZIONI: il MARTEDI presso il Cinema Margherita di CUORGNE’- ore 21:30

ABBONAMENTI: 10 film in prevendita a € 22,00 - INGRESSI: € 5,00

__________________________________________________________________________



 

________________________________

martedi 16 gennaio - ore 21:15

serata inaugurale

_______________________________

PROIEZIONE DEL CORTOMETRAGGIO

"Cinematografica Perona"

di Azzurra Fragale e Mauro Corneglio (ITA,2017 - 41')

Collettivo Cromocinque

presenta

 

Cinematografica Perona

un film di Azzurra Fragale e Mauro Corneglio

 

Prodotto da Collettivo Cromocinque

con il contributo

 della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e dell’Archivio Mario L. G. Ceretto.

Italia 2017  |  col.  |  HD  |  41 minuti

Trailer: https://vimeo.com/237191537

 

Informazioni:

Mauro Corneglio - 339-7938593

cromocinque@libero.it

corneglio@tiscali.it

 

Dati tecnici e crediti

 

CINEMATOGRAFICA PERONA

Italia, 2017, HD, ‘41, col.

 

Regia:

Azzurra Fragale e Mauro Corneglio

 

 

Soggetto:

Collettivo Cromocinque (Michele Bosio, Mauro Corneglio, Azzurra Fragale, Tommaso Menietti, Andrea Origlia)

da un’idea di Gabriella Bonetto Perona

 

 

Con:

(in ordine di apparizione)

Vilma Perona Dalle, Gabriella Bonetto Perona, Pietro Cortese “Prato”,

Fernando Perona jr., Chiara Perona, Luigi Giaudrone,

Ferruccio Albertan Min, Luigi Parise, Vincenzo Ferrara

 

 

Fotografia

Fabio Bobbio

 

 

Montaggio

Azzurra Fragale

 

 

Musiche originali

Marna Fumarola, Azzurra Fragale

 

 

fonico di presa diretta,

montaggio e missaggio

del suono:

Azzurra Fragale

 

 

Assistenti produzione e postproduzione:

Michele Bosio, Tommaso Menietti

 

 

Color correction:

Fabio Bobbio

 

 

Mastering audio:

Andrea Rovacchi @Studio Bunker

 

 

 

Traduzione e sottotitoli:

Maria Caglianone

 

 

Musica titoli di coda:

Endless trips to the endless rumors di L.

 

 

Mix e interventi vocali:

Azzurra Fragale

 

 

grafica dvd-locandina:

Giovanni Parisani, Azzurra Fragale

 

 

Prodotto da:

Collettivo Cromocinque

 

 

Con il contributo di:

Fondazione Sviluppo e Crescita CRT

e di Archivio Mario L. G. Ceretto

 

 

Cinematografica Perona è prodotto da Collettivo Cromocinque

con il contributo di:

Fondazione Sviluppo e Crescita CRT,

costituita nel 2007 per iniziativa della Fondazione CRT, è un ente senza fine di lucro che collabora per lo sviluppo e la crescita del territorio di riferimento del fondatore, cui sono collegate le proprie finalità istituzionali. Opera affiancando l’attività istituzionale tradizionale della Fondazione CRT con molteplici attività a carattere innovativo, ascrivibili al campo ed alle logiche di impact investing. La Fondazione Sviluppo e Crescita CRT ha come obiettivo il trasferimento delle competenze, lo sviluppo di nuove reti, l’incremento della sostenibilità dei progetti e la promozione dell’innovazione.

Tra le recenti coproduzioni cinematografiche ricordiamo Pulce non c’è (2012) di Giuseppe Bonito e L'Amatore (2016) di Maria Mauti, dedicato all’arch. Piero Portaluppi e presentato al festival di Locarno.

 

Con il contributo di ARCHIVIO MARIO L.G. CERETTO

Creato in memoria di Mario Ceretto, imprenditore di Cuorgnè, l’Archivio vuole ricordarne lo spirito di libertà e di apertura verso il mondo.

Da anni raccoglie materiale filmico, fotografico e documenti inediti, avvalendosi di contributi da parte di registi, critici e scrittori, promuovendo iniziative riguardanti il cinema e la letteratura. Sin dalla sua creazione, si è rivolto a espressioni culturali a carattere nazionale e internazionale, mantenendo tuttavia una particolare attenzione verso il Canavese.

 

Sinossi

Cuorgnè, provincia di Torino. Anni ’20. Le proiezioni prendono vita sul palco del teatro, dalla platea gremita il pubblico partecipa agli inseguimenti dei cowboys e scommette sulle razze dei cavalli. Anni ’50. L’avventura continua in una nuova sala all’avanguardia, dove si alternano passioni travolgenti, avventure in terre lontane e disegni animati di mondi fantastici. Anni ’70. Le proiezioni si trasferiscono al “Margherita”, dedicato alla memoria della nonna: il grande schermo davanti al quale la comunità continua a ritrovarsi e sognare. Cinematografica Perona racconta la storia di una famiglia che da quattro generazioni rinnova la magia del cinema nel Canavese.

 

Note di regia

Salutandoci al termine di una proiezione, Gabriella Perona accennò ad un anniversario: cento anni di cinema a Cuorgnè.

In quel secolo c’erano anche i cartoni di Natale al cinema Perona, i nostri primi film da bambini, poi TrainspottingRosetta e gli altri titoli della Rassegna Giovani che per dieci anni avevamo organizzato a Valperga, nell’ambito del cartellone “Due Città al Cinema” che unisce dal 1981 Rivarolo e Cuorgnè. C’era una passione che aveva animato S.A.L.P. esercizio di memoria, la prima esperienza di regia con Collettivo Cromocinque, una riflessione sul rapporto tra fabbrica e comunità.

Le riprese iniziarono esplorando il buio del Teatro Comunale, ormai usato solo come spazio espositivo, e del Perona, per il quale era già prevista la demolizione. I ricordi della famiglia Perona, dei proiezionisti e degli spettatori, come una lanterna, hanno segnato il cammino in una notte densa di sogni ed emozioni sino ad arrivare al Margherita, al presente in cui si rinnovano i gesti e il tempo in attesa del pubblico.

 

Azzurra Fragale e Mauro Corneglio

 

 

Registi

Azzurra Fragale (1981)

Laureata in lettere moderne con indirizzo musicale-cinematografico a Torino. Approfondisce gli studi nel campo del suono presso la scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo e presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Lavora come sound designer e sound engineer nella musica e nel cinema per diversi autori nella presa diretta, nella postproduzione del suono e nel montaggio video. Esordisce come regista nel Collettivo Cromocinque con il documentario S.A.L.P. esercizio di memoria (2011). Con Cinematografica Perona continua a focalizzare l'attenzione sulla memoria dei luoghi e sulle storie che il tempo logora, affiancando ai contenuti un linguaggio sperimentale ed evocativo.

 

Mauro Corneglio (1983)

È studente del corso di laurea magistrale in Letteratura, linguistica e filologia italiana a Torino, con interesse per l’ambito biblioteconomico e archivistico. Per S.A.L.P. esercizio di memoria di Collettivo Cromocinque ha curato ricerca e organizzazione. È stato assistente di set per I Cormorani (2016) di Fabio Bobbio.

 

La storia

Le montagne del Parco Nazionale del Gran Paradiso sullo sfondo, due torri che ricordano le origini medievali del borgo, rinnovate ogni primavera dal torneo dedicato a Re Arduino, la facciata bianca della Manifattura tessile, ormai silenziosa mole presso il torrente Orco: tradizionali elementi di una cartolina da Cuorgnè, centro di diecimila abitanti situata a circa quaranta chilometri a nord di Torino.

Nel novembre 1913 il fotografo Antonio Vercellino inaugurò un cinematografo “appositamente costrutto con sentimento d’arte”. Nella primavera del 1914 le cronache riportano un avviso di vendita dell’attività.

Le successive notizie di proiezioni risalgono al febbraio 1919, quando il Comune concede a Giuseppe Berta e Alberto Fuiani di adibire a cinema il Teatro Comunale, realizzato nel 1866 su progetto dell’ing. Pier Giuseppe Zerboglio. Nel 1925 subentrò nella gestione Fernando Perona, classe 1895, continuando l’alternanza sul palco ottocentesco di film, operette e concerti. Dal 1930 al ’48 si aggiunse anche la gestione del cinema “Savoia” nella vicina Pont Canavese.

Intuendo le potenzialità del boom economico, Perona decise di costruire un moderno spazio per spettacoli: nel 1950 venne quindi inaugurato il cine-teatro “Perona” con una licenza iniziale di 900 posti a sedere e 200 in piedi. Progettata dall’architetto Carlo Alberto Bordogna, la sala fu protagonista della stagione d’oro dei film americani del dopoguerra sino a diventare punto di riferimento per le famiglie con la tradizionale programmazione del cartone Disney a Natale.

Alla prematura scomparsa di Fernando nel 1952, i figli Aldo e Vilma ne proseguirono l’attività, varando nel 1969 una nuova sala, il cinema “Margherita” che si aggiunse al “Perona”, sostituendo il Teatro Comunale.

Il calo del pubblico dovuto alla concorrenza con la televisione, le risorse necessarie per i lavori di adeguamento alle normative di sicurezza introdotte dopo il tragico incendio del Cinema Statuto di Torino nel febbraio 1983 e le ipotesi di nuovi insediamenti multisala, orientarono la famiglia a chiudere il “Perona” nel 1998, concentrando l’impegno sul “Margherita”, che comprende 560 posti tra platea e galleria. La sala ospita la rassegna “Due Città al Cinema”, che da oltre trent’anni è frutto della collaborazione tra i Comuni di Cuorgnè e Rivarolo Canavese.

Ormai alla terza generazione, Fernando Jr., Chiara e Luca Perona, rinnovano il percorso del nonno e, in quest’angolo di Canavese, continua il sogno delle immagini in movimento.


Collettivo Cromocinque: dieci anni tra cinema e territorio.

Nel 2007 Michele Bosio, Mauro Corneglio, Azzurra Fragale, Tommaso Menietti e Andrea Origlia fondano Collettivo Cromocinque, con l’obiettivo di raccontare il Canavese attraverso gli strumenti del documentario.

Il passaggio dietro la macchina da presa rappresentava un’evoluzione dell’attività di promozione del cinema sul territorio, iniziata sotto le insegne dell’associazione Servitium 75 che, nell’ambito della rassegna “Due Città al Cinema”, dal 1994 al 2006 ha organizzato una “Rassegna Giovani” dedicata a tematiche che raramente trovavano spazio nelle programmazioni locali, per poi aderire nel 2004 al circuito Documé, dedicato alla diffusione del documentario etico e sociale.

S.A.L.P. esercizio di memoria (2011, 43’), con regia a firma del Collettivo, è la prima tappa del percorso: un documentario dedicato alla conceria attiva tra il 1919 e il ’95 a Rivarolo, girato durante i giorni della demolizione dello stabilimento. Gli interventi del nipote del fondatore, degli operai e degli abitanti del villaggio operaio animano una riflessione sul rapporto tra fabbrica e città.

Dopo una segnalazione di Gabriella Bonetto, proprio al termine di una proiezione al Margherita, nasce il nuovo progetto, inizialmente focalizzato sulla storia della famiglia Perona, ripercorrendo il coraggio e la costanza imprenditoriale che hanno caratterizzato tre generazioni susseguitesi nella gestione cinematografica.

Progressivamente la riflessione di Cinematografica Perona si amplia, provando a delineare il ruolo che il cinema può assumere in un paese di provincia. Tale prospettiva si innesta anche sull’educazione cinematografica di Collettivo Cromocinque, i cui componenti tra Valperga e Cuorgnè hanno visto i primi film da bambini, per poi scoprire, in quelle stesse sale, titoli e autori che sono riferimento per la sensibilità dell’approccio visivo e ispirazione nella ricerca attuale. Durante la lavorazione l’incontro con spettatori di diverse generazioni ribadisce l’importanza del cinema come occasione di incontro e socialità. Nonostante le nuove tecnologie propongano forme diverse di fruizione tendenti all’individualità, dagli schermi degli smartphone all’home cinema, in sala ci si ritrova per condividere la magia di un raggio di luce che sfida il buio per disegnare sullo schermo avventure, amori, mondi possibili.

Le emozioni dell’esperienza cinematografica uniscono passato e presente. Pietro, classe 1921, assisteva alle proiezioni dei film muti nell’animata platea del Teatro Comunale, con i carradori cuorgnatesi che incitano i cavalli verso il selvaggio West.

Nel pomeriggio di una domenica d’estate ci sorprende la corsa di due bambini per vedere la nuova uscita in 3D. Prospettive diverse per raccontare la vitalità e il rinnovarsi delle emozioni attraverso l’esperienza di visione collettiva.

 

Cinematografica Perona di Azzurra Fragale e Mauro Corneglio diventa il punto di partenza per il progetto di ricerca KinoCanavese.

 

KinoCanavese.it è uno sito web dedicato alla storia del Cinema e dei cinema in Canavese. L’attività di ricerca e rielaborazione di contenuti video, fotografici e testuali, organizzati su base geografica grazie ad una mappa di orientamento, è finalizzata a:

a)      censire le sale cinematografiche attive e dismesse in Canavese;

b)      segnalare le principali produzioni cinematografiche che hanno rappresentato il territorio in forma più o meno esplicita, come nel caso di film dedicati al Canavese o che sono stati ambientati in locations canavesane;

c)       evidenziare i percorsi creativi di registi legati al territorio.

Attraverso queste linee di ricerca ci si propone di verificare quanto il Cinema abbia contribuito allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Canavese, in prospettiva storica e di potenzialità attuali.

KinoCanavese nasce come occasione di riscoperta del rapporto tra Cinema e territorio e dell’importanza sociale e culturale che la visione condivisa di un film può rivestire nel mondo contemporaneo. Per tale ragione la creazione di una rete tra più realtà istituzionali, scolastiche e associative coinvolte nelle fasi di ricerca in ciascuna comunità potrà evolvere nella collaborazione organizzativa per riportare il cinema nei territori in cui le sale sono ormai dismesse, sfruttando spazi collettivi alternativi. Presso le sale in attività potrebbe essere proposta la programmazione di titoli a margine del circuito commerciale tradizionale, ma di stimolo e confronto al dibattito nell’ambito delle comunità locali.

 

La pubblicazione del sito è prevista entro metà gennaio 2018

Contatti
Via Ivrea, 101
10082 Cuorgnè (TO)
Tel.: +39 0124 657 523 (sala)
Tel.: +39 0124 657 232 (uffici)


e-Mail: info@cinemamargherita.net

Cookie Policy
Mappa