Inaugurato nel 1969, sempre all’avanguardia nelle tecnologie audio e di proiezione, dal 70mm al Dolby Stereo, oggi è dotato di impianto di proiezione digitale e 3D, con audio Dolby 7.1.
Dispone di 560 comode poltrone, impianto di climatizzazione e ampio parcheggio di fronte all’ingresso.
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ANT-MAN il nuovo film MARVEL-DISNEY
Locandina del film Ant-Man
 

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Orari ultimi 4 giorni:
 
venerdi 28 agosto: ore 21:30
sabato 29 agosto: ore 21:30
domenica 30 agosto: ore 17:00 - 21:30
lunedi 31 agosto: ore 21:30 (prezzo ridotto)
 
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PREZZI DI INGRESSO - FILM NORMALI (IN 2D) :

  • INTERI € 7,00
  • RIDOTTI € 5,00
  • LUNEDI: serata promozionale con ingresso a prezzo ridotto per tutti - ESCLUSI I GIORNI FESTIVI E PREFESTIVI
  • RASSEGNA: € 5,00 ingressi singoli (tutti i 9 film € 20,00)

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ANT-MAN
(Ant-Man, 2015, Usa)
 
 La prossima evoluzione dell’Universo Cinematografico Marvel porterà a trovare un membro degli Avengers, un eroe dei Marvel Studios che apparirà per la prima volta su grande schermo: Ant-Man. Armato della sua sorprendente capacità di restringersi di dimensione ma di crescere in forza, il maestro dei furti Scott Lang dovrà abbracciare il suo eroe interiore e aiutare il suo mentore, il Dr. Hank Pym, a proteggere il segreto dietro il suo spettacolare costume di Ant-Man da una generazione di altissime minacce. A fronte di ostacoli apparentemente insormontabili, Pym e Lang dovranno pianificare e portare a termine un colpo che salverà il mondo.
Rassegna Due Città al Cinema
La 33a edizione è terminata. Arrivederci in autunno per la 34a!!!

CITTÀ’ DI RIVAROLO                                      CITTÀ’ DI CUORGNE’

DUE CITTÀ’ AL CINEMA

XXXIII EDIZIONE 2014-2015

 III FASE APRILE – GIUGNO 2015

 

Martedi 7 aprile

HUNGRY HEARTS

(Hungry Hearts, 2015, Italia – 109’)

Regia: Saverio Costanzo

Con: Adam Driver, Alba Rohrwacher, Roberta Maxwell

Sceneggiatura: Saverio Costanzo dal romanzo di Marco Franzoso Fotografia: Fabio Cianchetti Montaggio: Francesca Calvelli Musiche: Nicola Piovani Interpreti: Alba Rohrwacher, Adam Driver, Roberta Maxwell, Al Roffe Produzione: Wildside, Rai Cinema Distribuzione: 01 Italia 2014 Colore 109’

Fra i registi italiani dell’ultima generazione, Saverio Costanzo conferma di essere il più sorprendente e imprevedibile. Il suo percorso autoriale, rigoroso e selettivo nella scelta dei temi, prevalentemente il disagio psichico e il malessere esistenziale, ma quanto mai vario nella messa in scena, dimostra un autentico desiderio di ricerca, sostenuto da una tensione etica che lo spinge a sperimentare generi e linguaggi diversi, con uno sguardo che travalica i confini nazionali. Dopo l’esordio Private ambientato in Palestina, questa volta

Costanzo ha scelto come location gli Usa per una storia d’interni che si snoda fra il cuore di New York e la provincia.

Liberamente tratto dal romanzo Il bambino indaco di Marco Franzoso, Hungry hearts (cuori affamati) è incentrato su due personaggi: Jude, ragazzone americano, e Mina, giovane italiana a New York per ragioni di lavoro. Il loro incontro, ovvero l’avvio della storia d’amore, inizia nel modo più curioso e buffo, prigionieri nella toilette di un ristorante cinese, in una sequenza d’irresistibile comicità.

Dopo una breve convivenza, Jude e Mina si sposano e hanno un figlio. Mina, ansiosa e iperprotettiva, non si fida dei pediatri, tiene il bambino sempre in casa, lo nutre esclusivamente con cibo vegetale imponendogli una dieta vegana.

Jude cerca di assecondare la moglie ma quando si accorge che il figlio deperisce e non cresce, prima cerca di nutrirlo di nascosto, poi decide di sottrarlo alle cure della moglie, provocando lo scontro fra coniugi fino alla conclusione imprevista.

Lo sguardo di Costanzo si posa sui personaggi con comprensione, quasi cercando di metterne a fuoco le sincere intenzioni e le buone ragioni. L’impressione è che il regista non voglia giudicare i suoi protagonisti: sarebbe stato troppo facile esprimere una chiara condanna nei confronti di Mina, le cui ossessioni si trasformano progressivamente in disperazione.

Proprio come accade a Jude, che nonostante tutto ama sinceramente la moglie e che dice alla madre “lei non è pazza: è insolita”, anche Costanzo, almeno in parte, sembra volerla giustificare. Tuttavia Hungry hearts è anche un implicito atto di accusa nei confronti del fondamentalismo, qui applicato alla maternità.

Sono molti i temi affrontati dal film: la difficoltà di essere genitori; l’arrivo di un figlio che distrugge gli equilibri di coppia; la fragilità dell’amore materno; il bambino utilizzato come campo di battaglia fra genitori. Hungry hearts è volutamente disturbante: intende distruggere le certezze e la retorica dell’amor familiare e, per rendere tutto più credibile e inquietante, nel film predomina un’atmosfera quasi thriller.

Fra Jude e Mina cresce progressivamente una tensione che sembra destinata a esplodere e resta invece compressa, almeno fino all’epilogo che spegne in parte l’emozione che pervade la storia. Giocando su due lingue, mettendo a confronto due interpreti che provengono da mondi lontani e si dimostrano semplicemente straordinari, non a caso entrambi premiati a Venezia, Costanzo dimostra di essere un regista ormai in grado di lavorare in campo internazionale.

FRANCO MONTINI - VIVILCINEMA

Martedi 14 aprile

JIMMY’S HALL

Una storia d’amore e libertà

(Jimmy's Hall, 2013, Francia, Irlanda, Uk – 109’)

Regia: Ken Loach

Con: Brian F. O Byrne, Jim Norton, Andrew Scott, Simone Kirby, Barry Ward

Sceneggiatura: Paul Laverty Fotografia: Robbie Ryan Montaggio: Jonathan Morris Musiche: George Fenton Interpreti: Barry Ward, Simone Kirby, Andrew Scott, Jim Norton, Brian F. O’Byrne Produzione: Sixteen Films, Element Pictures, Why Not Productions, Wild Bunch Distribuzione: Bim Gran Bretagna/Irlanda/Francia 2014. Colore 109’

KEN LOACH ruggisce ancora: con toni sommessi, fecondi intermezzi musicali parte integrante della trama e una sceneggiatura di ferro del sodale Paul Laverty, ci introduce con fieradeterminazione nell’Irlanda del 1932, con la crisi post-Grande Depressione in atto, il blocco dell’emigrazione verso l’America e una situazione politica apparentemente stabile, dopo la Guerra Civile e la creazione della Repubblica indipendente; la lotta di classe, e la conseguente repressione, tuttavia covano sotto la cenere. Dieci anni prima Jimmy Gralton, attivista socialista nonché artefice dell’apertura di una sala da ballo e di ritrovo, espressione delle arti e soprattutto occasione di svago e divertimento per la comunità civile (siamo nella contea di Leintrim), era fuggito a New York per evitare l’arresto, in conseguenza delle azioni compiute per la restituzione della terra a famiglie sfrattate da latifondisti; una repressione decisa con l’assenso dei notabili e naturalmente del reverendo locale, padre Sheridan, che incarna una figura cardine nella geografia sociopolitica del paese.

Fazioni, scontri anche armati, rivendicazioni sociali e tendenze repressive sono lo sfondo della vicenda, ma Loach è abile nell’evitare le trappole della retorica e del didascalismo, finanche del sentimentalismo nell’accennare a un amore infranto per la fuga e, al ritorno, pudicamente ritrovato.

Nonostante le gighe irlandesi, i balli felicemente contaminati col jazz di Harlem che Jimmy ha portato con sé dall’America, prevale un’atmosfera di rassegnazione; il ritorno di Jimmy, determinato a condurre una vita tranquilla ma trascinato alla riapertura della sala da ballo e, successivamente, alle rivendicazioni a tutela dei diseredati, riaccende gli animi e riacutizza le tensioni.

Determinante nel clima di odio, con tentazioni da Ku Klux Klan, è la figura del parroco, potente tutore dell’ordine instaurato dai proprietari terrieri, pronto a fustigare i fedeli che osano frequentare il demoniaco ritrovo di corpi danzanti e predicatori comunisti. Ancorché maestro del passo felpato, Loach è efficace nel descrivere una realtà di oppressione sociale e morale, di asservimento a poteri forti con pochi ma decisivi tocchi, e si riserva nel discorso del sottofinale di Jimmy (buona presenza scenica di Barry Ward) un accorto riferimento alla crisi economica contemporanea, a sottolineare che nel nuovo secolo non è cambiato poi troppo.

Con buona musica, battute fulminanti pronte a sdrammatizzare quando occorre, ma con lucidità e calibro nel drammatizzare, ci consegna un nuovo capitolo della sua filmografia al servizio degli oppressi, ancora ispirato e coerente dall’alto dei suoi 78 anni.

MARIO MAZZETTI - VIVILCINEMA

Martedi 21 aprile

SELMA

La strada per la liberta’

(Selma, 2014, Usa – 127’)

Regia: Ava DuVernay

Con: Tim Roth, Giovanni Ribisi, Cuba Gooding Jr. e Oprah Winfrey

Sceneggiatura: Paul Webb Fotografia: Bradford Young Montaggio: Spencer Averick Musiche: Jason Moran Interpreti: David Oyelowo, Carmen Ejogo, Oprah Winfrey, Tom Wilkinson, Tim Roth Produzione: Cloud Eight Films, Celador Films, Harpo Films, Pathé, Plan B Entertainment Distribuzio­ne: Notorious Pictures Usa 2014 Colore 128'

È uno sguardo intimo quello che la regista Ava DuVernay ha scelto per raccontare la storia di Martin Luther King in uno dei momenti più difficili della sua vita, lottando per rendere effettivo il diritto di voto agli afroamericani a metà anni '60 e iniziando così un periodo fondamentale per la conquista dei diritti civili.

Un film importante, incentrato sulla storia della marcia di protesta di migliaia di manifestanti da Selma, Alabama alla capitale dello stato Montgomery, che annovera tra i produttori la celebre star della televisione americana Oprah Winfrey, che si ritaglia anche un ruolo come attrice, e Brad Pitt. Selma è un film interessante e coinvolgente, nonostante le polemiche negli Usa sulla storicità dei dettagli, in particolare sulla vera natura dei rapporti tra il premio Nobel per la pace Martin Luther King e il presidente degli Stati Uniti, rappresentati come molto tesi e che invece, secondo alcuni storici, avrebbero visto Lyndon Johnson schierato fortemente dalla parte del movimento non violento.

Un risultato conseguito grazie alla scelta di raccontare un pezzo fondamentale della storia americana del Novecento in maniera diretta e personale. Una fotografia molto calda avvolge i protagonisti in un racconto doloroso, intriso di violenza, rabbia, sopraffazione e disperazione che, nonostante tutto, porterà alla vittoria dei diritti civili dei neri, lasciando sul campo vittime e rovine nell'ottica di un mondo migliore.

Un racconto sul razzismo e la politica che schiacciano la vita delle persone, che non chiedono altro che il riconoscimento dei propri diritti.

In tal modo lo spettatore, oltre ad appassionarsi alla narrazione, non può non provare un po' di vergogna nel non conoscere i dettagli esplorati dal film e, soprattutto, nel non riconoscere i protagonisti di un racconto epico che riguarda il progresso non solo dei neri ma dell'umanità. Selma trova la sua forza soprattutto in una narrazione dall'impostazione molto classica, ma al tempo stesso appassionata e potente, grazie al talento della DuVernay: una vera e propria rivelazione nello scegliere di presentare Martin Luther King come un padre lontano dai suoi bambini, costretto dagli eventi a lottare per il loro futuro. Selma, infatti, è soprattutto la storia del coraggio di uomini e donne qualunque, che hanno fatto la storia rifiutando la crudeltà della discriminazione e della spietatezza della polizia Dell'attaccare marce non violente, utilizzando   . manganelli e talora armi da fuoco.

Una celebrazione corale con i carneo di tanti attori famosi come Giovanni Ribisi, Cuba Gooding Jr., Martin Sheen, che ruotano intorno alla notevole interpretazione di David Oyelowo nei panni di Martin Luther King.

Un film da apprezzare pienamente sul piano civile, etico e cinematografico, con immagini di repertorio commoventi.

MARCO SPAGNOLI - VIVILCINEMA n, 1 - 2015

 

Martedi 28 aprile

MARAVIGLIOSO BOCCACCIO

(Maraviglioso Boccaccio, 2015, Francia, Italia – 120’)

Regia: Paolo Taviani, Vittorio Taviani

Con: Lello Arena, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Flavio Parenti, Vittoria Puccini, Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Jasmine Trinca.

 

Martedi 5 maggio

STILL ALICE

(Still Alice, 2014, USA – 100’)

Regia: Richard Glatzer, Wash Westmoreland

Con: Julianne Moore, Kristen Stewart, Kate Bosworth, Alec Baldwin e Hunter Parrish.

 

Martedi 12 maggio

TIMBUKTU

(Timbuktu, 2014, Francia, Mauritania – 97’)

Regia: Abderrahmane Sissako

Con: Ibrahim Ahmed aka Pino, Toulou Kiki, Abel Jafri, Fatoumata Diawara, Hichem Yacoubi, Kettly Noël, Mehdi AG Mohamed, Layla Walet Mohamed, Adel Mahmoud Cherif e Salem Dendou.

 

Martedi 19 maggio

GEMMA BOVERY

(Gemma Bovery, 2014, Francia – 99’)

Regia: Anne Fontaine

Con: Fabrice Luchini, Gemma Arterton, Jason Flemyng, Isabelle Candelier

 

Mercoledi 20 maggio ore 21:30, ingresso libero.

Evento collaterale in occasione delle celebrazioni del Millenario della morte di Re Arduino e del 27° Torneo di Maggio:

Proiezione in anteprima e presentazione del DVD+LIBRO:

RE ARDUINO – SANS DESPARTIR

I luoghi di Re Arduino fra Storia e Leggenda

Regia: Andry Verga

Genere: Docufiction

Durata: 70' il film; 10’ i contenuti extra

 

Martedi 26 maggio

TURNER

(Mr. Turner, 2014, UK – 149’)

Regia: Mike Leigh

Con: Timothy Spall, Paul Jesson, Dorothy Atkinson

Distributori: BIM Distribution

 

Martedi 9 giugno

BIRDMAN

O l' imprevedibile virtù dell’ignoranza

(Birdman, 2014, Usa – 119’)

Regia: Alejandro González Iñárritu

Con: Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan, Emma Stone, Naomi Watts

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INFORMAZIONI: Cinema Margherita 0124.657523 - Biblioteca Civica di Cuorgnè 0124.655252 - Biblioteca Comunale di Rivarolo 0124.26377

INTERNET: www.cinemamargherita.net E-MAIL: info@cinemamargherita.net

PROIEZIONI: il MARTEDI presso il Cinema Margherita di CUORGNE’- ore 21:30

ABBONAMENTI: 9 film in prevendita a € 20,00 - INGRESSI: € 5,00



CITTÀ’ DI RIVAROLO                                      CITTÀ’ DI CUORGNE’

DUE CITTÀ’ AL CINEMA

XXXIII EDIZIONE 2014-2015

 III FASE APRILE – GIUGNO 2015

 

Martedi 7 aprile

 

HUNGRY HEARTS

(Hungry Hearts, 2015, Italia)

Regia: Saverio Costanzo

Con: Adam Driver, Alba Rohrwacher, Roberta Maxwell

Genere: Drammatico, Thriller

Durata: 109'

Data di uscita: 15-01-2015

Al Festival di Venezia Saverio Costanzo vince il Leoncino d’Oro e la Menzione Speciale. La prestigiosa Coppa Volpi va agli attori Alba Rohrwacher e Adam Driver.

Jude è americano, Mina è italiana. S’incontrano per caso a New York. S’innamorano, si sposano e presto avranno un bambino. Si trovano così in poco tempo dentro una nuova vita. Sin dai primi mesi di gravidanza Mina si convince che il suo sarà un bambino speciale. E' un infallibile istinto di madre a suggerirglielo. Suo figlio deve essere protetto dall'inquinamento del mondo esterno e per rispettarne la natura bisogna preservarne la purezza. Jude, per amore di Mina, la asseconda, fino a trovarsi un giorno di fronte ad una terribile verità: suo figlio non cresce ed è in pericolo di vita, deve fare presto per salvarlo. All'interno della coppia inizia una battaglia sotterranea, che condurrà ad una ricerca disperata di una soluzione nella quale le ragioni di tutti si confondono.

Martedi 14 aprile

 

JIMMY’S HALL

Una storia d’amore e libertà

(Jimmy's Hall, 2014, Francia, Irlanda, Uk)

Regia: Ken Loach

Con: Brian F. O Byrne, Jim Norton, Andrew Scott, Simone Kirby, Barry Ward

Genere: Drammatico, Storico

Durata: 109'

Data di uscita: 18-12-2014

In concorso a Cannes, il film viene nominato per la Palma d’Oro.

Nel 1921, il peccato di Jimmy Gralton è stato quello di avere costruito una sala da ballo a un incrocio di campagna, in un’Irlanda sull’orlo della Guerra civile. La Pearse-Connolly Hall è un locale dove i giovani possono andare per imparare, discutere, sognare… ma soprattutto per ballare e divertirsi. Giorno dopo giorno, il locale diventa sempre più affollato e popolare, finché la sua fama di ritrovo di socialisti e liberi pensatori arriva alle orecchie della Chiesa e dei politici, che alla fine costringono Jimmy a fuggire in America e la sala da ballo a chiudere.

Dieci anni dopo, nel pieno della Grande Depressione, Jimmy torna nella Contea di Leitrim per prendersi cura di sua madre, deciso a condurre una vita tranquilla. La sala da ballo è sempre lì ma abbandonata, e nonostante le pressioni dei giovani del posto resta chiusa. Ma col passare del tempo, Jimmy tocca con mano la povertà e l’oppressione culturale che affliggono la sua comunità, e il leader e l’attivista che sono in lui prendono il sopravvento. Così, decide di riaprire la sala, costi quello che costi…

Martedi 21 aprile

 

SELMA

La strada per la liberta’

(Selma, 2014, Usa)

Regia: Ava DuVernay

Con: Tim Roth, Giovanni Ribisi, Cuba Gooding Jr. e Oprah Winfrey

Genere: Drammatico, Storico

Durata: 127'

Data di uscita: 12-02-2015

Candidato all’Oscar per il miglior film, il film vince 45 premi internazionali. Oscar e Golden Globe alla miglior canzone originale: “Glory”.

Una rievocazione della marcia da Selma a Montgomery che  segnò l'inizio della rivolta dei cittadini afro-americani per il riconoscimento dei diritti civili. Al centro il personaggio del reverendo Martin Luther King, l’uomo che guidò la protesta. 

Ambientato negli Stati Uniti nel 1965, durante la presidenza di Lyndon Johnson, il film è la storia della marcia della comunità nera della città di Selma per protestare contro gli abusi subiti dai cittadini afroamericani. Per la prima volta sul grande schermo la vita di Martin Luther King in un film in odore di Oscar, che vede attori di grande rilievo come David Oyelowo (vergognosamente non candidato all’Oscar), Tim Roth, Giovanni Ribisi, Cuba Gooding Jr. e Oprah Winfrey.

Martedi 28 aprile

 

MARAVIGLIOSO BOCCACCIO

(Maraviglioso Boccaccio, 2015, Francia, Italia)

Regia: Paolo Taviani, Vittorio Taviani

Con: Lello Arena, Paola Cortellesi, Carolina Crescentini, Flavio Parenti, Vittoria Puccini, Kim Rossi Stuart, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak, Jasmine Trinca.

Genere: Storico

Durata: 120'

Data di uscita: 26-02-2015

Mentre nella Firenze del quattordicesimo secolo  infuria la peste, dieci giovani decidono di rifugiarsi in una casa di campagna e per dieci giorni si raccontano storie, nell'intento di scacciare la paura della malattia e della morte.

"Boccaccio per noi che siamo di San Miniato è una specie di vicino di casa, quello che sa tutte le storie di tutti - spiegano i fratelli Taviani - È una vita che ci pensiamo ma non era mai il momento. La peste, la desolazione, sarà troppo? E ora ci sembra di no, non è troppo. La peste oggi cos'è? Un'epidemia di disillusione. E allora la storia di questi giovani che si rifugiano in una casa in campagna e fanno comunità, si danno nuove regole, oppongono alla disperazione la speranza e ricreano la vita raccontandosi novelle ci sembra proprio una storia di oggi. Ci sembra un po' quello che succede ai ragazzi che tornano in campagna nelle case dei nonni e che potrebbe succedere molto di più. Una rinascita che parte dalla condivisione della natura,della bellezza".

 Martedi 5 maggio

 

STILL ALICE

(Still Alice, 2014, USA)

Regia: Richard Glatzer, Wash Westmoreland

Con: Julianne Moore, Kristen Stewart, Kate Bosworth, Alec Baldwin e Hunter Parrish.

Genere: Drammatico Durata: 99'

Data di uscita: 22-01-2015

La protagonista Julianne Moore trionfa in tutti le manifestazioni: Vince sia l’ Oscar 2015 per la migliore attrice protagonista che il Golden Globe, oltre al Bafta e ad altri 30 riconoscimenti internazionali.

A cinquant’anni, Alice Howland ha tutto: una cattedra in linguistica presso la Columbia University, un marito amorevole, e tre figli stupendi. La sua vita si divide tra la famiglia e il lavoro, e lei ne è felicissima. Ma quando Alice si reca a Los Angeles per tenere una lezione presso l’Università UCLA, qualcosa di inaspettato le accade. A metà di una frase dimentica un termine importante e resta ad aspettare imbarazzata di trovare un sinonimo. E’ una cosa piuttosto insolita per un professore del suo calibro. Dopo aver trascorso del tempo assieme alla figlia Lydia, che nonostante la riluttanza della madre, aspira a diventare un’attrice, Alice fa ritorno a New York.

Lì, le capita un secondo episodio inquietante. Mentre fa il suo solito jogging attorno al campus, Alice perde del tutto conoscenza. Decide di tenere la cosa nascosta alla famiglia, e inizia a vedere un neurologo che le prescrive una serie di test. Lei è convinta di avere un tumore al cervello, mentre il dottore avanza un’ipotesi ancor più devastante: Alzheimer precoce. A questo punto, Alice si arrende e si confida col marito, John. La reazione iniziale di John è di scetticismo.

Quando accompagna Alice alla sua successiva visita dal dottore, suggerisce l’idea di fare un test genetico, e il dottore concorda. Sfortunatamente, i testi di Alice risultano positivi al gene presenilin-1, indicatore dell’Alzheimer precoce ereditario — una rara forma della malattia, che ha il 50% delle possibilità di essere trasmesso anche nei suoi figli.

Durante una riunione famigliare, Alice da la notizia. I figli rimangono sconvolti e fanno fatica a elaborare la cosa. Nel corso delle settimane successive, Alice deve affrontare le conseguenze che la sua malattia ha sul suo matrimonio, sulla sua famiglia e il suo lavoro.

Fingendo di essere stata mandata da un parente, Alice va a visitare una vicina casa di cura per malati di Alzheimer. Posta di fronte a un destino che non riesce ad accettare, prende una drastica decisione che influenzerà radicalmente il suo futuro, nel momento in cui raggiungerà l’incapacità totale. Ma l’estate trascorsa al mare porta un senso di rinnovamento, ed Alice combatte contro il suo destino per cercare di proteggere la sua vita, i suoi affetti, e se stessa.

Martedi 12 maggio

 

TIMBUKTU

(Timbuktu, 2014, Francia, Mauritania)

Regia: Abderrahmane Sissako

Con: Ibrahim Ahmed aka Pino, Toulou Kiki, Abel Jafri, Fatoumata Diawara, Hichem Yacoubi, Kettly Noël, Mehdi AG Mohamed, Layla Walet Mohamed, Adel Mahmoud Cherif e Salem Dendou.

Genere: Drammatico Durata: 97' Data di uscita: 12-02-2015

Il film vince 16 premi internazionali. A Cannes, nominato alla Palma d’Oro, il regista si aggiudica 2 prestigiose menzioni. Ai César (gli Oscar del Cinema Francese) fa man bassa di premi: 6 riconoscimenti fra cui miglior film e regia.

Non lontano da Timbuktu, occupata dai fondamentalisti religiosi, in una tenda tra le dune sabbiose vive Kidane, in pace con la moglie Satima, la figlia Toya e il dodicenne Issan, il giovanissimo guardiano della loro mandria di buoi.

In paese le persone soffrono sottomesse al regime di terrore imposto dai jihadisti determinati a controllare le loro vite. Musica, risate, sigarette e addirittura il calcio, sono stati vietati. Le donne sono state obbligate a mettere il velo ma conservano la propria dignità. Ogni giorno una nuova corte improvvisata emette tragiche e assurde sentenze. Kidane e la sua famiglia riescono inizialmente a sottrarsi al caos che incombe su Timbuktu.

Ma il loro destino muta improvvisamente quando Kidane uccide accidentalmente Amadou, il pastore che aveva massacrato Gps, il bue della mandria a cui erano molto affezionati. Kidane sa che dovrà affrontare la nuova legge che hanno portato gli invasori.

Martedi 19 maggio

 

GEMMA BOVERY

(Gemma Bovery, 2014, Francia)

Regia: Anne Fontaine

Con: Fabrice Luchini, Gemma Arterton, Jason Flemyng, Isabelle Candelier

Genere: Commedia, Drammatico, Romantico

Durata: 99'

Data di uscita: 29-01-2015

Il film inaugura con successo il TIFF dello scorso autunno (Torino International Film Festival)

Gemma Bovery è ispirata dall’omonima graphic novel di Posy Simmonds e vede protagonisti Fabrice Luchini e Gemma Arterton, il primo nelle vesti di un intellettuale parigino, riciclatosi come panettiere, in un paesino della Normandia, la seconda nei panni di una moderna e sensualissima Madame Bovary.

Delle sue ambizioni di gioventù, a Martin/Luchini rimane una fervida immaginazione e una passione mai sopita per la grande letteratura, in particolare per le opere di Gustave Flaubert. Questa passione si risveglia quando una coppia di inglesi, dai nomi curiosamente familiari, si trasferisce in un rustico nelle vicinanze. I nuovi arrivati si chiamano Gemma e Charles Bovery, e persino i loro comportamenti sembrano imitare gli eroi di "Madame Bovary". Martin si prodiga affinché il destino della coppia non segua la stessa trama, ma la bella Gemma Bovery non ha letto i classici della letteratura e intende vivere la propria vita come più le piace…

Mercoledi 20 maggio ore 21:30 - Ingresso libero.

Evento collaterale in occasione delle celebrazioni del Millenario della morte di Re Arduino (1015-2015) e del 27° Torneo di Maggio – Edizione Millenarium:

Proiezione in anteprima e presentazione del DVD+LIBRO:

RE ARDUINO – SANS DESPARTIR

I luoghi di Re Arduino fra Storia e Leggenda

Regia: Andry Verga

Genere: Docufiction

Durata: 70' il film; 10’ i contenuti extra

Musiche originali: Igor Ferro, Mirko Barbesino

Co-Produzione: Masterblack & Atene dei Canavese

Interventi: E’ prevista la presenza dei realizzatori, di tutti i partecipanti al progetto e degli intervistati.

Il docufilm attraversa il Canavese seguendo le tracce di Arduino, Marchese di Ivrea e Re d’Italia, vissuto intorno all’anno Mille, scomunicato antagonista del potere vescovile, eppure fondatore di chiese e abbazie, e quasi santificato “post mortem” dalla tradizione popolare.

In antiche chiese e castelli il filmato va alla scoperta delle tracce di Arduino, raccontandone la storia e le avventure guerriere. Ricostruisce i momenti centrali della sua vita (la maledizione e la scomunica, l’incoronazione a Pavia, l’assedio di Sparone ecc.), eventi straordinari che hanno contribuito alla nascita del mito arduinico, ancor oggi ben radicato nel territorio canavesano.

Grazie alla collaborazione con i gruppi storici del Patto Arduinico (Gruppo Storico La Motta di Sparone, Rievocando Fruttuaria di San Benigno e Speculum Historiae di Torino), alle ricostruzioni storiche e alle immagini realizzate nei luoghi di Arduino con attrezzature professionali e in alta definizione, si alternano interessanti interviste a storici e studiosi.

Il progetto prevede anche la realizzazione di un libro-guida con allegato un DVD in alta definizione.

Martedi 26 maggio

 

TURNER

(Mr. Turner, 2014, UK)

Regia: Mike Leigh

Con: Timothy Spall, Paul Jesson, Dorothy Atkinson

Genere: Biografico, Drammatico, Storico

Durata: 149' Data di uscita: 29-01-2015

Nominato 42 volte nei Festival più prestigiosi, il film vince 26 premi, eccellendo nelle categorie tecniche (Fotografia, Trucco, Costumi, Musica). Dalla Palma d’Oro a Cannes a Timothy Spall quale miglior attore, al Premio per l’Eccellenza nella Regia dei BAFTA a Mike Leigh

Gli ultimi venticinque anni di vita  di William Turner (23 Aprile 1775 – 19 Dicembre 1851) il più grande paesaggista inglese ed uno dei più grandi pittori di tutti i tempi.

Colpito dalla morte del padre e accudito dalla governante con la quale ha una relazione segreta, Turner finisce per legarsi a a una locandiera con cui andrà a vivere a Chelsea, dove poi morirà.

Il film è diretto da Mike Leigh, ed è stato presentato in concorso al festival di Cannes 2014. Timothy Spall, che recita nel ruolo di Turner, proprio a Cannes è stato premiato per la Miglior interpretazione maschile. Nel cast ci sono anche Dorothy Atkinson e Marion Bailey. Il film è candidato a quattro premi Oscar: miglior fotografia, migliore scenografia, migliori costumi e miglior colonna sonora.

I musei della National Gallery, della Tate Britain e della Royal Academy hanno concesso un permesso speciale a Leigh, che ha potuto accedere e filmare alcune delle opere originali di Turner.

Martedi 9 giugno

 

BIRDMAN

O le imprevedibili virtù dell’ignoranza

(Birdman, 2014, Usa – 119’)

Regia: Alejandro González Iñárritu

Con: Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan, Emma Stone, Naomi Watts. Genere: Commedia, Drammatico. Durata: 119'. Data di uscita: 06-02-2015

Vincitore di 4 Oscar 2015: Miglior Film; Miglior Regia; Miglior Sceneggiatura Originale; Miglior Fotografia. A Michael Keaton il Golden Globe per il miglior attore.

La black comedy BIRDMAN del regista Alejandro G. Iñárritu segue la storia dell’attore Riggan Thomson (Michael Keaton), alle prese con l’allestimento di una nuova, ambiziosa commedia a Broadway, che dovrebbe rilanciarne la carriera ormai prossima al capolinea. Si tratta di un passo molto azzardato sotto diversi aspetti, ma l’uomo, che in passato ha raggiunto il successo nei panni di un supereroe, spera fortemente di ottenere un riconoscimento artistico, per dimostrare a tutti, e in primo luogo a se stesso, di non essere solo una ex stella di Hollywood. Manca poco alla serata della prima quando il protagonista della commedia si ferisce accidentalmente durante le prove e deve quindi essere sostituito in tempi rapidissimi. Dietro suggerimento dell’attrice co-protagonista Lesley (Naomi Watts) e con l’incoraggiamento del suo miglior amico e produttore Jake (Zach Galifianakis), Riggan sceglie con una certa riluttanza Mike Shiner (Edward Norton), una mina vagante che però piace al pubblico e può garantire una buona recensione della commedia. Mentre si prepara al debutto sul palcoscenico, Riggan deve confrontarsi con la fidanzata e co-protagonista Laura (Andrea Riseborough), con la figlia appena uscita da un centro di disintossicazione e sua assistente personale Sam (Emma Stone), e con l’onnipresente ex moglie Sylvia (Amy Ryan), sempre pronta a dare una mano per tenere la situazione sotto controllo.

Iñárritu afferma di essersi identificato con alcuni elementi della storia di Riggan, in particolare la natura effimera del successo e la considerazione di sé. “Mi interessava esplorare la lotta contro il proprio io interiore e l’idea che il successo, a prescindere da quanta ricchezza e celebrità porti con sé, è sempre fugace. Quando cerchi qualcosa, dai agli altri il potere di legittimarti, e quando lo ottieni ti accorgi che la gioia è provvisoria”. “Riggan è profondamente umano”, spiega Iñárritu. “Lo vedo come una sorta di Don Chisciotte, con l’umorismo che nasce dalla discrepanza permanente tra le sue ambizioni grandiose e la realtà mediocre che lo circonda. Fondamentalmente, è la storia di tutti noi”. “Amo i personaggi imperfetti, insicuri, guidati da dubbi e contraddizioni… vale a dire tutti coloro che conosco. Le scelte passate di Riggan sono state poco felici e quest’ultima coinvolge tutte le persone che lo circondano.

Riggan ha sempre confuso l’amore con l’ammirazione e solo quando capisce l’irrilevanza di quest’ultima può iniziare a imparare, non senza difficoltà, ad amare se stesso e gli altri”. Come tutti i film di Iñárritu, BIRDMAN scandaglia in modo originale l’esistenza umana, osservandola attraverso gli occhi dei personaggi legati a Riggan, mantenendo il delicato equilibrio tra commedia e pathos, tra illusione e realtà, e lasciando spazio a molteplici interpretazioni.

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