Inaugurato nel 1969, sempre all’avanguardia nelle tecnologie audio e di proiezione, dal 70mm al Dolby Stereo, oggi è dotato di impianto di proiezione digitale e 3D, con audio Dolby 7.1.
Dispone di 560 comode poltrone, impianto di climatizzazione e ampio parcheggio di fronte all’ingresso.
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LA SALA E' IN CHIUSURA ESTIVA

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DUE CITTA' AL CINEMA

Martedi prossimo 14 giugno l'ultimo film della III fase della XXXIV EDIZIONE. In sostituzione di "Hateful 8" di Quentin Tarantino, RITIRATO DA TUTTE LE SALE ITALIANE, viene proiettato:

  NEMICHE PER LA PELLE
  Martedi 14 giugno
  ore 21:30
A BREVE VERRA' ANNUNCIATA LA RIAPERTURA

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Prezzi di ingresso - film normali e in versione 2d
  • INTERI € 7.00
  • RIDOTTI € 5,00 (fino a 11 anni e over 65)
  • LUNEDI: serata promozionale con ingresso a prezzo ridotto (5 €) per tutti - esclusi festivi e prefestivi

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Prezzi di Ingresso - film in 3D:

  • INTERI € 10.00
  • RIDOTTI € 8,00 (fino a 11 anni e over 65)
  • LUNEDI: serata promozionale con ingresso a prezzo ridotto (8 €) per tutti - esclusi festivi e prefestivi
  • il prezzo del biglietto COMPRENDE L'USO GRATUITO degli speciali occhialini DOLBY 3D, da restituire al termine della proiezione


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Pazza Gioia

(La Pazza Gioia, 2016, Italia)

 

Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti interpretano Beatrice e Donatella, due pazienti psichiatriche con storie molto diverse, ma entrambe con vicissitudini giudiziarie. Il film racconta la loro imprevedibile amicizia nata all’interno di una comunità d’accoglienza, che porterà ad una fuga avventurosa e toccante, alla ricerca di un po’ di gioia in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani.

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Pete’s Dragon

(Pete's Dragon, 2016, USA)

 

Questa nuova versione del film Disney prodotto con tecnica mista del 1977 Elliott, il drago invisibile, è ambientata nei pressi di una foresta che stanno disboscando. Pete è un ragazzo i cui genitori sono morti in incidente d'auto, che è stato cresciuto da Elliot, un drago che risiede nella foresta minacciata dai boscaioli.

Prossimamente


 

 

Rassegna Due Città al Cinema
DAL 19 APRILE AL 14 GIUGNO LA III FASE DELLA XXXIV EDIZIONE

CITTÀ’ DI RIVAROLO                                      CITTÀ’ DI CUORGNE’

 

DUE CITTÀ’ AL CINEMA

XXXIV EDIZIONE 2015-2016

 III FASE APRILE – GIUGNO 2016

 

 

Martedi 19 Aprile

THE DANISH GIRL

(The Danish Girl – Usa, Uk 2015)

Regia: Tom Hooper

Con: Eddie Redmayne e Alicia Vikander, Amber Heard Genere: Biografico, Drammatico Durata: 119' Data di uscita: 18-02-2016 Oscar 2016 - Migliore attrice non protagonista: Alicia Vikander

Copenaghen, anni Venti. Greta è una giovane americana iscritta all’Accademia delle Belle Arti. Lì conosce Einar, il suo timido e taciturno insegnante, di cui si invaghisce. I due giovani si sposano e dedicano la loro vita comune alla pittura. Greta si specializza nei ritratti e quando una sua amica non può posare per gli ultimi ritocchi, Einar si presta come modello. Indossati gli abiti femminili, il pittore finisce per immedesimarsi a tal punto da assumere un’altra identità e il nome di Lili. Da quel giorno Lili compare sempre più spesso nella vita privata e sociale della coppia fino alla decisione definitiva di Einar di affrontare un’operazione chirurgica per diventare donna.

 

Martedi 26 Aprile

LA CORRISPONDENZA

(La Corrispondenza - Italia 2016)

Regia: Giuseppe Tornatore

Con: Jeremy Irons, Olga Kurylenko Genere: Commedia, Drammatico Durata: 116' Data di uscita: 14-01-2016

Una giovane studentessa universitaria impiega il tempo libero facendo la controfigura per la televisione e il cinema. La sua specialità sono le scene d'azione, le acrobazie cariche di suspence, le situazioni di pericolo che nelle storie di finzione si concludono fatalmente con la morte del suo doppio. Sembrerebbe una mania dettata dalla passione per il rischio, in realtà è l'ossessione in cui l'atletica ragazza s'illude di sublimare un orribile senso di colpa. Quello di ritenersi responsabile della tragica scomparsa del suo grande amore. Una ferita mai rimarginata. Un conto sospeso. Un'ombra che nessuna luce saprà mai dissolvere. Sarà il suo professore di Astrofisica ad aiutarla nel ritrovare l'equilibrio esistenziale perduto.

 

 

Martedi 3 Maggio

HUMAN

(Human - Francia 2015)

Regia e Progetto: Yann Arthus-Bertrand

Genere: Documentario Durata: versione di 131’ Data di uscita: 29-02-16

 

Nel corso di due anni il regista Yann Arthus-Bertrand insieme alla sua troupe ha realizzato 2.020 interviste in 60 Paesi dando voce a chi spesso non ne ha. Ha poi alternato le stesse in montaggio utilizzando immagini aeree del Pianeta in cui Umanità e Natura si fondono in immagini di forte impatto. Le domande che gli intervistatori (che non compaiono mai e di cui non si sente la voce) ponevano erano di questo tenore: Si sente libero? Qual è il significato della vita? Qual è stata la prova più difficile che ha dovuto affrontare e che cosa ha imparato da essa? Qual è il suo messaggio per gli abitanti del pianeta?

Non è facile dare voce, senza cadere nella retorica più abusata, ai sentimenti più intimi di persone che si sanno inquadrate in primo piano e, soprattutto, non è facile trarne un’opera imponente che attiri l’attenzione di spettatori che di giorno in giorno sembrano essere sempre più desiderosi di messaggi brevi che vadano diretti al bersaglio.

La scommessa di Arthus-Bertrand poteva sembrare sulla carta improba e invece è proprio la straordinaria capacità di sintesi che ne fa un’opera straordinaria che merita una straordinaria attenzione. Povertà, guerra, violenza privata, omofobia e innumerevoli altre condizioni umane vengono affrontate da coloro che accettano di mettere in comune il proprio pensiero e le proprie culture con interventi brevi ma tutti efficaci. A partire dal primo in cui il soggetto intervistato spiega come da un delitto efferato possa nascere una nuova consapevolezza sul significato dell’amore.

Le interviste sono suddivise in blocchi a cui fanno da separazione immagini di spazi in cui talvolta gli esseri umani sembrano perdersi e talaltra in cui se ne percepisce la fatica o la gioia collettive. Il pregio più evidente dell’operazione (che si è strutturata in molteplici possibilità di proposta anche dal punto di vista della durata in modo da ottenere la più vasta diffusione possibile offrendone copie gratuite per la proiezione) è quello di riuscire a ricordarci che gli esseri umani possono essere molto di più che ‘individui’. Basta considerarli come persone. È quanto Arthus-Bertrand sa fare. Come ci ricorda: "Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme. Perché? Non ho cercato una risposta nelle statistiche o nelle analisi, ma nell’uomo stesso. Nei visi, negli sguardi e nelle parole trovo un potente mezzo per arrivare alle profondità dell’animo umano. Ad ogni incontro, ci si avvicina di un passo. Ogni storia è unica. Nell’esplorare le esperienze dell’Altro, ero in cerca di comprensione".
Dinanzi alla domanda su che senso abbia la vita uno degli intervistati inizialmente si ritrae e poi trova una sintesi perfetta: "Far sì che il messaggio che ognuno di noi bambino porta in sé arrivi all’adulto che diverrà senza disperdersi". È solo una delle innumerevoli occasioni di riflessione che il film offre.

Martedi 10 Maggio

IL CASO SPOTLIGHT

(Spotlight, USA)

Regia: Thomas McCarthy

Con: Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Michael Keaton, Stanley Tucci, Liev Schreiber, Billy Crudup, John Slattery, Len Cariou, Jamey Sheridan

Genere: Commedia, Drammatico Durata: 128' Data di uscita: 18-02-2016

Oscar 2016 per il Miglior Film e la Migliore Sceneggiatura Originale

Spotlight è il nome del team di reporter del Boston Globe che ha portato alla luce un'inquietante verità: la complicità della Chiesa locale negli abusi sui minori. Da questa inchiesta è nato un caso di portata mondiale.

 

Martedi 17 Maggio

SUFFRAGETTE

(Suffragette - 2015 United Kingdom)

Regia: Sarah Gavron

Con: Helena Bonham Carter, Meryl Streep, Carey Mulligan

Genere: Commedia, Drammatico Durata: 106' Data di uscita: 03-03-2016

Suffragette  dramma che racconta di coloro che lottarono per la parità dei diritti. La storia è ispirata alla campagna di inizio 20° secolo messa in atto dal movimento femminista delle "suffragette" per il diritto delle donne al voto. La trama è incentrata su Maud (interpretata da Carey Mulligan), una moglie e madre lavoratrice che si rende conto che deve lottare per la sua dignità sia a casa che sul posto di lavoro. Rendendosi conto che non è sola, diventa un'attivista accanto ad altre coraggiose donne di ogni provenienza. I primi tentativi punteranno alla resistenza passiva, ma quando le donne si troveranno di fronte ad interventi della polizia sempre più aggressivi, le suffragette non cederanno il passo, ma reagiranno rischiando la propria vita per garantire che i diritti delle donne siano riconosciuti e rispettati.

 

 

Martedi 24 Maggio

REMEMBER

(Remember - 2015 Canada, Germania)

Regia: Atom Egoyan

Con: Christopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz

Genere: Drammatico, Thriller Durata: 94' Data di uscita: 03-03-2016

Zev Guttman, ebreo affetto da demenza senile, è ricoverato in una clinica privata con Max, con cui ha condiviso un passato tragico e l'orrore di Auschwitz. Max, costretto sulla sedia a rotelle, chiede a Zev di vendicarli e di vendicare le rispettive famiglie cercando il loro aguzzino, arrivato settant'anni prima in America e riparato sotto falso nome. Confuso dalla senilità ma determinato dal dolore, Zev riemerge dallo smarrimento leggendo la lettera di Max, che pianifica il suo viaggio illustrandone i passaggi. Quattro le identità da verificare, uno il colpo in canna per chiudere una volta per tutte col passato. Tra America e Canada, Zev troverà il suo 'nazista' e con lui una sconvolgente epifania.
C'è stato un tempo (lontano) in cui il nome di Atom Egoyan risuonava come la promessa di un cinema 'deragliante'. Un cinema di resistenza e devianza contro i dettami della società nord-americana e contro quelli dell'industria cinematografica hollywoodiana. Negli ultimi anni invece l'autore canadese, indeciso tra Hollywood e indipendenza, ha faticato a trovare il suo posto, a rintracciare il suo sguardo precursore e la cerebralità glaciale sotto cui coltivava l'emozione e faceva di quell'emozione un vero e proprio campo di tensione. Tuttavia Remember riemerge a sorpresa la sua identità canadese e le sue ambizioni artistiche, infilando, dopo quello di Felicia, un altro viaggio straordinario. Quello di un sopravvissuto alla Shoah che soffre di demenza senile, che vorrebbe vendicare il suo passato, che intraprende il viaggio e dimentica regolarmente perché lo ha intrapreso.
Remember ribadisce gli elementi tipici del cinema di Egoyan, a partire dalla sua attenzione per la struttura (a puzzle o a labirinto). Una struttura che produce un'abile premessa smentita poi dall'epilogo, lasciando lo spettatore solo col suo desiderio di coerenza. Perché una parola e un'immagine interrompono improvvisamente il processo di costruzione di senso, invalidando il lavoro compiuto e innescando un movimento di rivalutazione della vicenda che annuncia qualcosa fino a quel momento impensabile. Impossibile dire meglio e di più senza togliere allo spettatore il piacere frustrante (e frustrato) di una manifestazione inattesa.
Alla maniera di Black Comedy, dove un piano sequenza smascherava il mito di una famiglia perfetta, costringendo il protagonista e lo spettatore a riconsiderare le tracce del passato alla luce di quella rivelazione, Remember sconfessa la propria edificazione narrativa con un arresto secco, un passaggio di segno brutale che introduce un nuovo ordine e configura una nuova inquietante emergenza. La violenza dell'atto di ricomposizione 'uccide' il protagonista di Christopher Plummer e basisce lo spettatore empatico con la ricerca di vendetta. Un regolamento di conti con la Storia e con una storia di 'privazione', che il vapore della doccia, la sirena di una diga, il ringhio di un pastore tedesco, le grida rabbiose di un poliziotto ubriaco, 'rigenerano', giustificano e suggeriscono, perché in relazione di vicinanza con l'esperienza concentrazionaria.
L'indagine estenuante e l'impossibilità di Zev di concedere il proprio perdono al giovane SS, si rovescia di colpo e con un colpo di pistola in un movimento che colpisce duro personaggio e spettatore, precipitando il film in un territorio instabile su cui non è davvero più possibile ricostruire, neppure dolorosamente. In questo scarto ritroviamo la poetica di Egoyan, il suo cinema incentrato quasi sempre su una catastrofe assente, di cui ripercorriamo i brani e di cui conosciamo soltanto lo choc di ritorno. Il trauma su cui i suoi personaggi cercano di riprendere il controllo attraverso una ricerca improntata frequentemente sulle foto o sui video.
Remember, thriller senile sulla Memoria e sulla mostruosità banale del totalitarismo, che ha privato l'uomo della percezione di sé e di tutte le categorie intellettive soggettive, quelle che permettono di discernere e di scegliere con coscienza tra il bene e il male, ritrova l'autore e la strategia dello scarto del suo cinema, lo stravolgimento della percezione e il narcisismo con cui riconciliamo la frattura tra desiderio e identificazione.

 

 

Martedi 31 Maggio

CAROL

(Carol – 2015 Uk, Usa)

Regia: Todd Haynes

Con: Cate Blanchet, Rooney Mara, Sarah Paulson, Kyle Chandler, Cory Michael Smith, Jake Lacy, Carrie Brownstein, John Magaro, Kevin Crowley

Genere: Drammatico, Romantico

Durata: 118' Data di uscita: 05-01-2016 6 nomination agli Oscar e 5 ai Golden Globe

Il film è tratta dall’omonimo romanzo di Patricia Highsmith (in inglese The Price of Salt) ed ha come protagoniste Rooney Mara nel ruolo di Therese Belivet, una giovane donna che lavora in un grande magazzino di Manhattan negli anni 50, sognando una vita più soddisfacente. Un giorno incontra Cate Blanchett, Carol Aird, una donna intrappolata in un matrimonio senza amore, e le due stringono subito un’intensa connessione.

 

 

Martedi 7 Giugno

FUOCOAMMARE

(Fuocoammare, 2016, Italia)

Regia: Gianfranco Rosi

Genere: Documentario

Durata: 108' Data di uscita: 18-02-2016

Vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2016

Dopo aver viaggiato e raccontato il mondo nei suoi precedenti lavori (l'india in Boatman, gli Stati Uniti in Below Sea Level, il Messico in El Sicario Room 164) e dopo aver guardato Roma dalla prospettiva inusuale del Grande Raccordo Anulare in Sacro Gra (premiato nel 2013 con il Leone d'Oro alla Mostra del Cinema di Venezia), Gianfranco Rosi si è trasferito per un anno intero a Lampedusa per raccontare dall'interno la tragedia dei migranti e per capire - da lampedusano - cosa significhi abitare in una terra di confine, in equilibrio tra l'Europa e l'Africa, tra l'innato senso di accoglienza e il rispetto di obblighi e normative europee. Il film porterà nel cuore dell'Europa immagini e sentimenti utili ad arricchire la riflessione sui nuovi fenomeni migratori, temi su cui tutte le politiche nazionali europee in questo momento si interrogano.

 

  

Martedi 14 Giugno

NEMICHE PER LA PELLE

Regia: Luca Lucini

Con: Margherita Buy, Claudia Gerini, Giampaolo Morelli, Paolo Calabresi

Genere: Commedia - Data di uscita: 14-04-2016

Durata: 93'

 

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INFORMAZIONI: Cinema Margherita 0124.657523 - Biblioteca Civica di Cuorgnè 0124.655252 - Biblioteca Comunale di Rivarolo 0124.26377

INTERNET: www.cinemamargherita.net E-MAIL: info@cinemamargherita.net

PROIEZIONI: il MARTEDI presso il Cinema Margherita di CUORGNE’- ore 21:30

ABBONAMENTI: 9 film in prevendita a € 20,00 - INGRESSI: € 5,00

 



Intervista al PREMIO OSCAR

Eddie Redmayne

protagonista di THE DANISH GIRL

LE PRINCIPALI INTERPRETAZIONI - The good shepherd - L'ombra del potere (2006), Savage Grace (2007), Elizabeth: The golden age (2007), L'altra donna del re (2008), Black death - Un viaggio all'inferno (2010), Marilyn (2011), Les misérables (2012), La teoria del tutto (2014), Jupiter - Il destino dell'universo (2015), The Danish girl (2016)

Un’altra donna

“The Danish girl”, con l’attore premio Oscar e la straordinaria Alicia Vikander, storia del primo caso transgender della storia),

“Il mio approccio è sempre lo stesso: quando mi avvicino a un ruolo cerco, se possibile, di incontrare la persona cui è ispirato, come nel caso di Stephen Hawking per La teoria del tutto. Per me, infatti, è molto importante basare il mio lavoro sulla realtà: sul modo di parlare, sulla postura, sui dettagli dell’esistenza di queste persone, di cui appropriarmi per avere una chiave interpretativa corretta”. A proposito di The Danish girl di Tom Hooper, per cui è stato candidato nuovamente all’Oscar per l’interpretazione dell’artista Lili Wegener, primo caso di cambio di sesso nella Danimarca anni ‘20, Eddie Redmayne spiega: “Lili Wegener avrebbe dato tutto per vivere una vita autentica: una frase che ho scritto sul dorso della sceneggiatura che utilizzavo sul set. Per me questo film è il racconto di un viaggio alla ricerca di se stessi”. Interpretato al fianco di Alicia Vikander, il film, già in concorso a Venezia e candidato a quattro Oscar, mostra una volta di più il gran talento di Redmayne nelle sue trasformazioni, in attesa di vederlo nello spin off della saga di Harry Potter, scritto da JK Rowling e intitolato Animali fantastici e dove trovarli.

Su cosa ha basato la sua recitazione per l’interpretazione in The Danish girl?

Sui racconti di persone che hanno davvero cambiato sesso: le loro emozioni, paure, le trasformazioni, i cambiamenti, gli aggiustamenti. Mi ha colpito molto il racconto di una mia amica, che ha descritto con cura il periodo di iper femminilità che era arrivata a vivere e nel quale stava, di fatto, prendendo le misure del diventare donna. Per lei quelle settimane erano paragonabili al periodo di pubertà di un’adolescente, che vede il proprio corpo trasformarsi e piano piano va a formare un gusto, una personalità, un’idea di sé che, in fin dei conti, corrisponde a una nuova identità e, in certi casi, a una sorta di rinascita personale. Un misto di eccitazione e sconvolgimento che desideravo poter restituire agli spettatori.

Cosa l’ha colpita di più mentre si  preparava?

Sono rimasto affascinato dalla gentilezza e dalla volontà di trasparenza di alcuni esponenti della comunità trans. Sono ancora conquistato dalla loro generosità nel raccontarmi come, in alcuni momenti, il loro problema principale fosse l’eccedere in un simile momento di cambiamento. Inoltre non puoi non rimanere sorpreso quando ti accorgi come le differenze tra sessualità e genere portino a ulteriori, inaspettate complicazioni. Per me la cosa più importante è stata riuscire a raccontare tutto in maniera veritiera, senza errori né esagerazioni.Qualcosa che dovevo alle persone che mi hanno aiutato.

Tra le quali c’è Lana Wachovski, l’ex fratello della celebre coppia di registi…

Sì, avendo lavorato con lei per Jupiter – Il destino dell’Universo è stata la prima persona cui mi sono rivolto, anche perché sapevo che avrei interpretato The Danish girl prima ancora di girare con lei e Andy. Mi ha aiutato molto soprattutto a capire quale icona per la comunità trans fosse Lili e quali fossero le mie responsabilità nell’accettare un ruolo così complesso.

Aveva qualche timore?

Ho sempre delle paure piccole e grandi per qualsiasi ruolo. In questo caso, però, erano secondarie rispetto al privilegio di portare sullo schermo una personalità del genere. Mi sento  molto fortunato per la possibilità di confrontarmi a breve distanza con due personalità come quelle di Hawking e di questa donna. Inoltre era importante studiare la letteratura alla base della vicenda, anche se si sospetta che le memorie di Lili, pubblicate postume, abbiano subito delle interpolazioni che ne hanno compromesso l’affidabilità; dal libro di David Ebershoff invece è tratta la sceneggiatura di Lucinda Coxon.

Sembra prediligere interpretazioni rischiose…

Non la vedo così: interpreto ruoli per cui scatta qualcosa dentro di me, è una sorta di alchimia tra me e il personaggio offertomi. Non faccio calcoli e non mi preoccupo degli eventuali rischi, alla fine non si tratta di una vera e propria scelta, bensì di qualcosa di più immediato che si basa sull’istinto e sul gusto.

Lei pianifica la sua carriera?

Tutt’altro, non sto mai a chiedermi cosa accadrà dopo, quale sarà la prossima mossa. Interpreto i personaggi che mi vengono offerti operando una scelta di carattere artistico, che non ha niente a che vedere con un’eventuale pianificazione.

L’Oscar ha cambiato la sua vita?

Ricevo molte più sceneggiature con ruoli molto interessanti, ma la mia vita non è cambiata: mi alzo sempre alle cinque per andare sul set e torno la sera tardi dopo aver dato il massimo nel mio lavoro che, peraltro, adoro.

• MARCO SPAGNOLI – VIVILCINEMA gennaio-febbraio 2016

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